L’isola felice – Pesaro

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Ecco
‘L’isola felice’, la video inchiesta sulle mafie nelle Marche

Dopo le proiezioni di Senigallia, Fano e Ancona verrà riproposto a Pesaro, mercoledì 13 gennaio alle ore 21.15 alla Biblioteca San Giovanni, il documentario del gruppo Mediattivi di Fano che,
interrogando i principali attori della lotta alla criminalità
organizzata nella Regione, scatta una foto su un fenomeno sempre più
presente

Traffico
di droga e di esseri umani. Infiltrazioni negli appalti, nel turismo
e nella ristorazione. Estorsioni, riciclaggio di denaro sporco e
caporalato. Intimidazioni, incendi dolosi, pizzo e omicidi. Non
stiamo parlando di una delle regioni del sud Italia, ma delle Marche.
Una terra da sempre considerata un’
isola
felice
,
distante da violenza e malaffare, che, invece, si ritrova sempre più
spesso a dover fare i conti in casa sua con situazioni criminali
nuove e sconosciute, con eventi cui non era abituata e che non sa
interpretare. Di tutto questo si parla ne ‘
L’isola
felice – Mafie in terra marchigiana
’,
la video inchiesta del
Gruppo
Mediattivi
che, cofinanziata dall’assessorato regionale alle Politiche
Giovanili, intende scattare una fotografia ampia della situazione,
andando non solo a interrogare gli specialisti del settore, forze
dell’ordine, istituzioni e magistratura, ma anche le associazioni
di volontariato che incontrano le vittime del racket della
prostituzione o dell’usura, che si occupano di informazione o di
tutela dell’ambiente e del territorio.

Per quello che accade nella
nostra regione si può parlare di mafie? E di quali tipi di
criminalità organizzate si tratta? I ragazzi di Onda Libera tv di
Fano si sono posti queste e altre domande e hanno capito che sarebbe
stato interessante rivolgerle direttamente a chi di mafia si occupa
per lavoro. Con questa motivazione hanno partecipato al progetto
regionale dell’Assessorato alle Politiche Giovanili ‘Mediattivismo’
e hanno dato vita al gruppo Mediattivi che, oltre ad alcuni membri di
Onda Libera Tv, raccoglie persone da più parti della provincia di
Pesaro-Urbino e da quella di Ancona. Dai casi di pizzo a quelli di
caporalato per alcuni lavoratori nel tratto di allargamento a tre
corsi della A14, dalla prostituzione alla droga, fino agli incendi
degli chalet lungo la costa e alcuni omicidi come quello del
commerciante di pesce Pietro Sarchiè. Da tutte queste storie e dal
loro lavoro giornalistico si capisce quanto le infiltrazioni della
criminalità organizzata siano fitte anche nella nostra regione e
quanto ciascuno, dai singoli cittadini fino ai livelli più alti
delle istituzioni, debbano prendere in mano il problema per evitare
che degeneri così come è avvenuto in Emilia Romagna o Lombardia.
Come ha commentato
VincenzoMacrì,ProcuratoreGeneralepresso la
Corte d’Appello di Ancona
,
intervistato dai ragazzi di Mediattivi: “
Bisogna
fare in fretta, perché il fenomeno peggiora in pochi anni
”.