Consiglio comunale di Mondavio – 23 dicembre 2016

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Come già preannunciato nel consiglio comunale precedente, quello del 25 novembre scorso, l’amministrazione Zenobi ha indetto una nuova assemblea consiliare entro la fine di dicembre, perseverando nella scelta delle date più improbabili per un’assemblea: stavolta si tratta del tardo pomeriggio dell’antivigilia di Natale.

L’ultimo
consiglio del 2016 è stato indetto infatti in seduta ordinaria di
prima convocazione per le 19.00 di venerdì 23 dicembre, in piena
atmosfera festaiola. Entrando nella sede municipale non si può non
notare che ad accogliere autoctoni e turisti in piazza non c’è più
la tradizionale “cascata” di luci dal campanile, sostituita
quest’anno dall’algida colorazione azzurra proiettata sulla Rocca,
trasformatasi per l’occasione natalizia in uno stiloso “castello di
ghiaccio”, mentre le frazioni mondaviesi devono accontentarsi di
sparute decorazioni che sembrano avanzate dalla sagra della melanzana
triste di Fuggi di Sotto (MD).

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Alle
18.57 non c’è nessuno in sala, ma si odono voci dall’ufficio del
sindaco, dove di solito i consiglieri si raccolgono per discutere
prima della seduta: pochi minuti dopo il segretario comunale si siede
al suo posto e arrivano Bigelli e Martino. Il primo, dopo aver
distribuito come di consueto le bottiglie di acqua pubblica sui
tavoli, raggiunge i colleghi nella stanza adiacente, mentre il
secondo si accomoda in sala; altri consiglieri sembrano arrivare, ma
entrano direttamente nell’ufficio del primo cittadino. Alle 19.12
ancora non ci sono segnali di voler dare inizio alla seduta, tant’è
che Martino chiede al segretario se per caso non sia in corso una
riunione di giunta, domanda alla quale Volpini risponde
negativamente. Alle 19.18 finalmente la porta dell’ufficio del
sindaco si apre e i consiglieri raggiungono i propri posti,
permettendo a Volpini di procedere all’appello, al quale rispondono
solamente in nove: risultano infatti assenti Morico, Galassi,
Pasquini e l’ormai desaparecida Mancinelli (alla sua quinta assenza
consecutiva). La vice-sindaco e Pasquini hanno però già avvisato i
colleghi del proprio ritardo e si paleseranno in sala entro pochi
minuti dall’inizio dell’assemblea. Come al solito non ci sono
spettatori oltre alla sottoscritta, ma solo fino alle 19.26, quando
un temerario si siede in platea per rimanerci sino alla fine della
riunione.

Prima
di procedere alla discussione dei quattro punti previsti dall’ordine
del giorno, Zenobi nomina scrutatori Secchiaroli, Simoncelli e
Martino per questo “consiglio di fine anno un po’ di corsa” e in
un “orario diverso dal solito” ma necessario per approvare gli
ultimi adempimenti previsti. Non ci sono osservazioni da parte dei
presenti e quindi l’approvazione dei verbali della seduta precedente
che costituisce il primo punto passa direttamente alla votazione e
riscuote l’unanimità dei nove consiglieri.

Il
punto successivo prevede le comunicazioni del sindaco: Zenobi
preannuncia di averne un paio, la prima delle quali riguarda le
elezioni del consiglio provinciale. Il primo cittadino ricorda che
nel 2014 è stata approvata una prima norma di riorganizzazione degli
enti provinciali che ha preso il nome dell’allora ministro degli
affari regionali Del Rio, che ne ha limitato le funzioni e ne ha
rivisto i meccanismi di elezione. Le province hanno perso molte
competenze e con esse anche il relativo personale, che è passato
“sotto la regione”; in base alla riforma Del Rio attualmente la
provincia mantiene la competenza su viabilità, istruzione scolastica
(in particolare quella di secondo grado) e su parti di urbanistica e
ambiente. Contestualmente sono state abolite le elezioni in cui i
cittadini venivano chiamati a votare direttamente, in quanto la
provincia è diventato un ente di secondo livello tra i comuni e la
regione: per questo motivo è stata definita “casa dei comuni”.
La legge Del Rio stabiliva inoltre una competenza regionale per
l’abolizione e la riorganizzazione delle province: si è poi inserito
il Governo (e il Parlamento) con la riforma della Costituzione per
l’abolizione a livello costituzionale dell’ente provinciale. Il
referendum del 4 dicembre “sappiamo tutti come è andato”: la
riforma non è stata approvata e con essa l’abolizione delle
province, fatto che probabilmente porterà il parlamento a un nuovo
voto per “sbrogliare la matassa”. Rimanendo ancora in vigore la
normativa Del Rio, è prevista l’elezione di un consiglio composto da
dodici membri, più il presidente, tramite il voto dei consigli
comunali: il presidente rimarrà in carica quattro anni, mentre il
mandato dei consiglieri durerà due anni. A detta di Zenobi il
meccanismo di elezione “è molto complicato”: il voto dei
consiglieri comunali (sono esclusi quindi gli assessori non
consiglieri) è ponderato in base alla popolazione, per cui il voto
di un consigliere di Fano avrà un peso maggiore rispetto a quello di
un collega di Mondavio. I comuni infatti saranno divisi in “classi
di popolazione” e ai votanti verranno distribuite schede di colore
differente a seconda della fascia di appartenenza. La presentazione
delle liste è stata chiusa il 18 dicembre e come avvenuto
precedentemente è stata fatta la “scelta istituzionale” di
presentare una sola lista, con la riconferma del presidente uscente
(che non va votato) Daniele Tagliolini, sindaco di Peglio: tale
scelta è frutto dell’accordo politico tra gli schieramenti di
centrodestra e centrosinistra, che con sei membri ciascuno
costituiscono la rappresentanza territoriale di tutta la provincia.
Per essere consiglieri provinciali è necessario essere degli
amministratori: Zenobi non si ricorda “i nomi di tutti”, però
sottolinea che per la vallata del Cesano ci sono il sindaco di San
Lorenzo in campo Davide Dellonti e quello di Mondolfo Nicola
Barbieri, mentre per la vallata del Metauro è stato scelto il
consigliere del comune di Fano Enrico Nicolelli. In lista ci sono
inoltre i primi cittadini di Isola del Piano, Acqualagna, Gabicce
Mare e Tavullia, un consigliere di Urbino e uno di Piobbico e
“l’immancabile” Palmiro Ucchielli sindaco di Vallefoglia; la data
designata per la votazione è l’8 gennaio 2017. Per Zenobi “non si
sa quanto potrà durare” poiché il Parlamento potrebbe
riesprimersi e decidere un sistema di voto differente visto che
questa era “una fase transitoria in vista dell’abolizione”.

La
seconda comunicazione riguarda l’uscita del nuovo bando per la
locazione dei Cappuccini: nei mesi precedenti era stato pubblicato un
avviso di manifestazione di interesse per verificare quanto fosse
appetibile sul mercato non solo per la ristorazione e come struttura
ricettiva, ma se ci fossero anche interessi di natura commerciale o
ricreativa. Alla chiusura della manifestazione di interesse è
rimasta solo una richiesta legata alla ristorazione e alla ricezione
alberghiera, per cui è stato emanato il bando con tali destinazioni
che “rimarrà fuori un mese” e che si spera non andrà deserto
come quello uscito un anno fa. L’augurio che il sindaco fa al comune
è infatti quello di trovare qualcuno che possa veramente gestire e
valorizzare questo bene. Dal bando è stato comunque escluso
l’affidamento della parte della chiesa che rimarrà a disposizione
del comune. Il consigliere Pasquini interviene per auspicare una
adeguata pubblicizzazione del bando, Zenobi risponde confermando che
ciò avverrà anche stavolta ma ricordando allo stesso tempo che
partecipare ad un bando non è così semplice e che i soggetti che in
questi mesi hanno palesato i propri interessi sui Cappuccini sono
stati “sempre gli stessi” e provenivano tutti dall’esterno del
comune: la struttura “piace a tutti” e “colpisce gli operatori
del settore”, ma d’altro lato “spaventa per i costi di gestione e
di avviamento”.

Il
terzo punto all’ordine del giorno recita “approvazione schema di
convenzione servizio sportello unico attività produttive associato
con Unione Roveresca”. Zenobi ricorda che il Suap è un servizio
riguardante principalmente privati e aziende in quanto gestisce le
pratiche edilizie e di commercio e che un singolo comune non può
costituire sportello Suap. Nel passato Mondavio faceva parte del Suap
di Pergola, mentre dallo scorso anno ha aderito a quello dell’Unione
Roveresca che lo sta svolgendo attualmente anche per i quattro comuni
che hanno deciso di fondersi nella nuova realtà di Terre Roveresche;
nel mese di dicembre anche Monte Porzio voterà la propria adesione
al Suap. La convenzione ha una durata annuale e non ha costi perché
come Unione Roveresca “si mette” il personale; il nuovo comune ha
individuato la sede dell’ufficio a Barchi e il responsabile del
servizio è l’ingegner Storoni. Terre Roveresche seguirà la parte
legata all’urbanistica mentre il personale di Mondavio, nella
fattispecie la polizia municipale, seguirà il settore del commercio.
Zenobi sottolinea quindi che con il conferimento di personale il
costo sarà zero, a differenza dell’adesione al Suap di Pergola che
comportava una spesa di 13.000 euro. Il carico del lavoro per i
dipendenti aumenta anche perché tutta la normativa relativa al
commercio si è appesantita notevolmente ed è diventata più
difficoltosa, come l’affidamento dei bandi per gli spazi che in base
alle modifiche europee dovrà essere rimesso a gara. A detta del
sindaco, si tratta di un servizio di cui non si accorge il singolo
cittadino perché svolto per via telematica e legato principalmente
al mondo professionistico. Al voto tutti gli undici presenti si
esprimono favorevolmente alla delibera e alla sua immediata
eseguibilità.

Il
quarto e ultimo punto previsto per questo consiglio viene esposto
nuovamente dal primo cittadino e prevede la “approvazione
convenzione tra i comuni aderenti all’Ambito Territoriale Sociale n.
6 per l’esercizio coordinato delle funzioni amministrative e la
gestione in forma associata dei servizi, attività e funzioni, in
materia sociale e funzionamento ufficio comunale”. Zenobi spiega
che Mondavio e altri undici comuni hanno la necessità di approvare
questa convenzione per rendere operativo da gennaio l’ambito sociale
di Fano di cui fanno parte. Quest’ultimo dipende da tutta una serie
di contributi regionali e la normativa della regione Marche in merito
agli ambiti impone una progressiva delega di gestione comune dei
fondi in materia sociale. Con questa delibera Mondavio, così come
gli altri comuni interessati, andrà ad istituire l’ufficio comune
che “è fondamentale” perché si è reso necessario coordinare
gli interventi e perché in caso di mancata costituzione si
perderebbero i finanziamenti previsti dalle leggi regionali in
materia. Il sindaco sottolinea che con questa delibera non si fa
altro che inserire nella gestione dell’ufficio comune tutti i servizi
che “attualmente erano già previsti” e che ora di fatto vengono
regolarizzati e strutturati. Per il momento non vengono inseriti
nuovi servizi come ad esempio la gestione del centro diurno; tra ciò
che col tempo andrà incluso vi è la gestione amministrativa degli
affidamenti, per cui nei prossimi anni sarà l’ufficio comune
dell’ambito a svolgere le pratiche di affidamento delle gare per la
gestione delle strutture. Zenobi ricorda che tra le funzioni gestite
dall’ufficio rientrano le politiche di tutela della salute mentale e
della prevenzione e intervento nel campo delle dipendenze
patologiche, le politiche giovanili, i progetti riguardanti le
famiglie e il disagio adulto con il contrasto alla povertà estrema,
la realizzazione di interventi per la promozione dell’inclusione
lavorativa, il tema dell’immigrazione e quello degli anziani, in
particolare di quelli in condizione di non autosufficienza. Il primo
cittadino sottolinea che a volte c’è la “gelosia di voler gestire
le cose ognuno a livello comunale, ma il vero passaggio sarà quello
di affidare pian piano sempre più servizi alla gestione collettiva”.
Il consigliere Bigelli chiede lumi in merito ai costi, il sindaco
risponde che saranno quelli attuali: il nostro comune riceve
annualmente un fondo per le politiche sociali che viene rigirato pro
quota dall’ambito che trattiene le quote che sta sostenendo. Il costo
attuale dell’ambito è solo quello del coordinatore che viene
distribuito pro quota tra i comuni, anche se Zenobi al momento non si
ricorda quanto incida di preciso; per il resto l’ambito non è un
soggetto con personalità giuridica per cui si appoggia agli uffici
del comune di Fano. Parte del personale è proprio dell’ambito, ha un
contratto a tempo determinato e viene finanziato da fondi dell’ambito
stesso; Fano, dopo le vicissitudini recenti, lo ha dotato da
quest’anno di due funzionari amministrativi, sostenuti dallo stesso
comune capofila. La struttura dell’ambito, che prima si trovava
vicino al mercato del pesce, si è spostata a Sant’Orso, presso i
locali dei servizi sociali del comune di Fano. Zenobi conclude
precisando che alcune spese per il personale non saranno prelevate
dai comuni ma dal “Pon Inclusione sociale” del Sia, ovvero il
sostegno per l’inclusione attiva. Quest’ultimo è un progetto
sperimentale del Governo partito a settembre scorso per
l’introduzione di una specie di reddito di cittadinanza embrionale;
il percorso per accedere a questo sostegno mensile ha dei criteri
molto stringenti sia in termini di Isee sia di condizioni familiari
quindi “non ci sarà tutto questo boom di casi”. Il comune di
Fano resta l’ente capofila, mentre la convenzione prevede che
l’organismo di decisione rimanga sempre il comitato dei sindaci. È
inoltre previsto un “ufficio di piano”, un organismo collegiale
che si riunisce una o due settimane prima del comitato dei sindaci:
alla riunione preventiva tecnica sono chiamati a partecipare i
responsabili dei servizi sociali o loro delegati o assistenti
sociali. Ancora Bigelli chiede informazioni sulla scelta del
coordinatore dell’ambito, il sindaco risponde che attualmente questi
viene designato dal comitato dei sindaci. Nel nostro caso la scelta è
ricaduta dal maggio scorso su Riccardo Morini, coordinatore uscente
della vicina e avanzata realtà dell’ambito sociale di Jesi. Nei mesi
precedenti il comitato si è riunito più volte e Zenobi ha avuto la
possibilità di conoscerlo e di apprezzarne la preparazione; Morini
si è già recato a riunioni nei vari comuni per conoscere la realtà
dei territori, ma il primo cittadino esprime la volontà di
riportarlo a Mondavio per fargli visitare il locale centro diurno.
Non essendoci altre osservazioni, si passa alla votazione della
delibera e a quella della sua immediata eseguibilità, che riscuotono
entrambe l’unanimità dei presenti.

I
punti all’ordine del giorno sono terminati, ma il sindaco ne
approfitta per un paio di comunicazioni finali: il prossimo
appuntamento sarà il bilancio di previsione, che non dovrebbe subire
variazioni in quanto già previsto dalla normativa e che andrà
approvato entro il 28 febbraio 2017. Pasquini preannuncia già la
propria assenza dato che sarà fuori sia a gennaio sia a febbraio,
Zenobi ricorda gli anni passati quando si è arrivati “veramente
tardi” all’approvazione: lo scorso anno è stata fatta a maggio, un
anno si è fatta addirittura a novembre a causa dell’incertezza
normativa a livello nazionale. “Il top sarebbe fare come nelle
grandi città ed approvare il bilancio a dicembre”, ma nei piccoli
comuni ciò “non è fattibile”: arrivare quindi all’approvazione
entro febbraio “come si faceva cinque o sei anni fa” è comunque
un risultato “molto positivo”.

Un’ulteriore
comunicazione riguarda i lavori legati al campanile e alla chiesa di
San Francesco: a seguito dei terremoti la scuola primaria di
Mondavio, che si trova a ridosso del campanile, ha espresso le
proprie preoccupazioni in merito alla sua stabilità. La chiesa, che
ha presentato diverse crepe, è stata chiusa con un’ordinanza che a
detta del sindaco non crea disagio in quanto nel periodo invernale la
struttura non viene usata perché priva di riscaldamento. In giunta è
stato approvato il progetto preliminare a seguito del contributo di
300.000 euro che permetterà la sistemazione del tetto, della parete
perimetrale della facciata e di quella verso il giardino: l’unica
parte esclusa “per esigenze economiche” è quella dietro il
chiostro. Con una procedura d’urgenza sono inoltre stati stanziati
29.000 euro per la sistemazione del campanile della chiesa, la cui
situazione era già critica da alcuni anni. Come già anticipato si
procederà ad un intervento di messa in sicurezza grazie al quale si
sistemerà la cupola, si alleggerirà il campanile rimuovendo le
pesanti campane non più in uso e si stabilizzerà la struttura
ricorrendo ad un sistema di chiavi, quattro alla base e quattro più
in alto.

Il
sindaco conclude la riunione invitando i consiglieri che possono
fermarsi a discutere un po’ e a “farsi gli auguri di Natale”
aspettando la conclusione di una “giunta veloce” che si rende
necessaria per un paio di delibere urgenti. La seduta viene tolta
alle ore 19.57.