Il bluff di Renzi

La frase recentemente pronunciata da Renzi sui migranti “Noi non abbiamo il dovere morale di accoglierli, ma abbiamo il dovere morale di aiutarli a casa loro” può essere una frase ad effetto ma è un bluff.

Perché se si fanno due conti, come li ha fatti Ilda Curti, esperta in relazioni internazionali e di intercultura, si capisce subito che “aiutarli a casa loro “comporterebbe costi, non solo economici, di gran lunga superiori ad “accoglierli a casa nostra”.

Perché “aiutarli a casa loro” implica:

  • smettere di vendere armi e tecnologie militari ai regimi autoritari (l’Italia è l’ottavo paese al mondo per esportazioni di armi);
  • non finanziare più governi corrotti;
  • arrestare lo sfruttamento dei paesi da cui proviene gran parte delle materie prime di cui le nostre industrie hanno necessità;
  • affrontare e combattere seriamente il cambiamento climatico;
  • investire, nei paesi da cui provengono gli immigrati, in scuole, ospedali e infrastrutture;
  • impegnarsi contro l’economia dello sfruttamento, quella che ci fa trovare i pomodori a 99 centesimi al chilo nei supermercati;
  • aprire canali umanitari che tolgano ossigeno a trafficanti e mafie;
  • riformare e dare autorevolezza alle istituzioni internazionali, cedendo tutti un pò di sovranità nazionale.

Probabilmente i punti elencati sono solo una parte di ciò che significa “aiutarli a casa loro”.

La frase di Renzi, che non credo sia stata pronunciata con questo intento, implica voler ridurre le disugualianze globali, essere coscienti del nostro provilegio. Il privilegio, che per uno strano (fortuito o cinico) destino, ci ha fatto nascere nella parte del mondo “ricca”.

Ma è chiaro che nessun leader mondiale ha realmente intenzione di farlo, perché vorrebbe dire fare la rivoluzione.

Ecco quindi perché le parole di Renzi sono un bluff, un modo elegante di attirare consenso elettorale lavandosi però le mani del problema che sta dietro alla frase che ha pronunciato.

 

 

Fonte: Internazionale