Il PD e il cambio di prospettiva

Immagino che non sia facile il mestiere del giornalista e nemmeno quello dell’editore. Ma certo la decisione di abbandonare un quotidiano fondato nel 1924 per intraprendere una nuova avventura senza nemmeno un confronto con i giornalisti, i tesserati del PD e i lettori mi lascia esterefatto!

La nuova iniziativa editoriale “Democratica”, che sarà curata dal personale di Unità TV, fa parte della nuova strategia comunicativa elaborata dallo staff del segretario Matteo Renzi, che include la piattaforma “Bob” e la rassegna stampa mattutina di “Ore 9”.

Tutto questo mentre l’odissea del quotidiano non conosce fine. L’unica certezza è che il quotidiano “L’Unità” non è in edicola da settimane.

Così si è espresso Sergio Staino, condirettore de “L’Unità”: “Non mi hanno detto nulla, hanno fatto tutto di nascosto mentre chiedevo incontri ai rappresentanti del Pd, nel frattempo stavano preparando questa nuova iniziativa, proprio con colui che era il mio condirettore [Andrea Romano] e che avevo allontanato perché rappresentava l’antigiornalismo in persona. Mi ha fatto difficoltà ogni volta che c’erano da pubblicare pezzi critici nei confronti di Renzi”.

Continua ancora Staino: “D’altronde è stato Renzi a chiamarmi dicendomi che voleva un giornale non sdraiato sul Pd, ma che favorisse il confronto ora invece fanno la velina della direzione che diventa il giornale di partito. Poteva dire semplicemente: ‘ho cambiato idea’. Perché non ha lasciato Erasmo D’Angelis? All’inizio il giornale aveva quelle caratteristiche. Mi ha chiamato per un giornale aperto e ora fa questo senza dirmi nulla?

Ufficialmente c’è ancora L’Unità, io sono ancora il direttore, ma in realtà non c’è nulla i giornalisti sono fermi in attesa di notizie, e il Pd ci ha abbandondato di fatto. A maggio non hanno pagato gli stipendi, a giugno nemmeno. C’era un accordo per la cassa integrazione per procedere alla ristrutturazione. Adesso non si sa più nulla, è una cosa stupefacente. Non credo, onestamente, che si possa risolvere nulla, perché da parte del Pd c’è un cambio di prospettiva”.

Che il Partito Democratico non rappresenti più le istanze della sinistra era chiaro già da tempo e questo è forse solo un altro mattone che sposta il partito ancora più verso il centro, forse per ricreare quella Democrazia Cristiana alla quale il nostro paese sembra da sempre legato.