Le minacce del nuovo Governo

Il responsabile del Viminale, tra una dichiarazione di guerra alle Ong e l’altra, giusto all’indomani di una critica mossagli dallo scrittore Roberto Saviano, ha ipotizzato la revoca della scorta di quest’ultimo.
Tutto comincia quando il titolare del Viminale, ospite di Agorà su Rai Tre, mette in forse la scorta a Saviano. “Saranno le istituzioni competenti a valutare se corra qualche rischio, anche perché mi pare che passi molto tempo all’estero. Saviano è l’ultimo dei miei problemi. Gli mando un bacione se in questo momento ci sta guardando. È una persona che mi provoca tanta tenerezza e tanto affetto. Ma è giusto valutare come gli italiani spendono i loro soldi“.
Questa “minaccia” di Salvini nei confronti di Saviano, solamente perché quest’ultimo lo ha criticato, è intollerabile.

Decidere in materia non spetta al ministro, e lo sa anche lui. Come sapeva benissimo di non poter censire etnicamente nessuno.
Un ministro che minaccia un nemico politico, che lascia capire di non gradirlo affatto, dà coraggio e forza a chi in un modo o nell’altro vorrebbe sbarazzarsene.

La reazione è stata corale. La scorta di Roberto Saviano non verrà rimossa, ma rimane il segnale e in quanto tale pericoloso.
Ora chiunque si senta troppo in vena di criticare, inclusi moltissimi meno visibili e dunque meno protetti di Saviano, sa che ciò non sfuggirà allo sguardo del capo del Viminale.

È questo è il cambiamento promesso dal nuovo Governo?