Trump: dichiarazione di guerra all’umanità

In questi giorni Donald Trump si è recato nel “paese del carbone”, la West Virginia, a portare la lieta novella: lo smantellamento delle regole ambientali del suo predecessore Barack Obama. Così la “restaurazione carbonica” si è concretizzata in contromisure che tagliano di 6,4 miliardi di dollari i costi per imprese che gestiscono centrali elettriche, prolungano la vita di quelle centrali a carbone giudicate pericolose dall’amministrazione Obama e autorizzano gli Stati a decidere altre eccezioni in favore delle centrali a carburanti fossili.
Petrolio, gas naturale e carbone hanno così ricevuto un ulteriore sostegno da Trump e sono state eliminate misure che obbligavano i produttori di energia a ridurre le emissioni di CO2.

Così facendo Trump è andato a raccogliere il plauso di un elettorato cruciale a Charleston, Pennsylvania, tra i minatori del carbone decisivi per l’elezione nel 2016.
Allo stesso tempo l’Epa (Agenzia per la protezione dell’ambiente degli Stati Uniti) ha segnalato come le nuove regole potranno aggiungere 1.400 morti premature ogni anno per le malattie da inquinamento.

La reazione del governatore della California, Jerry Brown, non si è fatta attendere: “Queste misure sono una dichiarazione di guerra contro l’America e contro l’umanità”. Brown convocherà, fra un mese, i leader da tutto il mondo in California per una conferenza sugli accordi di Parigi.