Stop alla caccia in tutte le aree tutelate

Il Consiglio Regionale di Italia Nostra si congratula con il WWF e la LAC Marche per l’ottimo risultato raggiunto presso il Consiglio di Stato nel vedersi riconosciuto il divieto di caccia in tutte le aree protette della nostra Regione.

Quindi anche nei Siti di Importanza Comunitaria e nelle Zone di Protezione Speciale, nelle Zone Speciali di Conservazione (Rete Natura 2000) al pari dei giardini, dei parchi e delle riserve. Per dirne una non si caccia più, da subito, nella selva di Castelfidardo.

Tale risultato è importante perché sconfigge la politica sempre pro cacciatori a fini elettorali, posta in atto dai vari assessori alla caccia e quindi dalla Regione Marche che ne porta la responsabilità morale e politica.

La sentenza del Consiglio di Stato è limpida e muove dalla assenza, colpevole, da parte della Regione Marche del Piano Faunistico Venatorio, obbligatorio per legge ed a poco valgono le scuse del rappresentante della Federcaccia il quale cerca di chiamare in causa, strumentalmente a nostro parere, la paura degli agricoltori nei confronti dei cinghiali che sarebbero liberi di devastare i campi, non più uccisi dai cacciatori.

A parte che dagli anni ‘70 le organizzazioni degli agricoltori hanno chiesto la abolizione dell’art. 842 del Codice Civile che permette ai cacciatori di invadere i campi agricoli, da adesso in poi considereremo i cacciatori responsabili dei danni causati dal mancato abbattimento dei cinghiali.