Ma quali riaperture?

Se non vogliamo che il virus ritorni a mietere vittime come due mesi fa, non possiamo permetterci grandi riaperture. Possiamo solo fare riaperture lente perché non siamo ancora pronti per sostenere una nuova ondata di contagi.
Difatti per poter aprire in “sicurezza” dovremmo costruire un’infrastruttura di controllo e mitigazione del virus: il test (tamponi) delle persone, il tracciamento (rincorrere i focolai, fare un isolamento preventivo) e il trattamento attraverso le cure che conosciamo.
Sul trattamento mi sembra di capire che i nostri ospedali siano all’altezza mentre, da quello che leggo, sui test e sul tracciamento Governo e Regioni siano parecchio indietro.

Dovremmo anche smetterla con le chiacchiere sul “virus che ha perso forza”. Al momento non c’è uno straccio di articolo scientifico che dimostri un’aggressività minore del Covid-19. Se stiamo registrando minori morti e minori contagi è solo grazie alle misure di contenimento.

Quello che mi infastidisce, non solo in Italia ma in tutti i paesi, è la strumentalizzazione politica della più grande crisi del dopoguerra. In alcuni paesi le opposizioni, invece di collaborare con i rispettivi governi per trovare le soluzioni più condivise, usano il virus per fare sciacallaggio politico. In altri paesi alcuni governi utilizzano il virus per accrescere il loro potere.
Spero che nelle prossime settimane prevalga un senso di responsabilità e lungimiranza.