Mes ed Europa

Il Mes non è mai stato una creatura malefica in sé, ma nella crisi dell’eurozona è stato utilizzato nei confronti di Paesi, che comunque avevano abbondato in malgoverno, con una serie di errori e durezze eccessive da parte della Ue e del Fmi. È il caso della troika per la Grecia. Dunque è giusto guardare con grande attenzione alla questione delle condizionalità.
Ma si ha l’impressione che qualcuno, chiedendo condizionalità zero, cerchi in realtà un salvacondotto per poter fare in futuro qualsiasi disavanzo o debito pubblico.

Ma l’Italia senza dubbio dovrà arrivare a un momento di verità in cui affrontare il tema di un debito che sarà cresciuto in modo consistente. Da questo punto di vista anche la lotta all’evasione va intensificata. Nel decreto “Salva Italia”, a fine 2011 con il governo Monti fu introdotta la totale trasparenza dei conti bancari per l’autorità fiscale, ma solo un anno fa lo strumento informatico che permette al Fisco di vedere i conti è stato attivato. Era proprio necessario tutto questo ritardo?

Bisogna rafforzare l’intervento pubblico che è stato attivato nelle scorse settimane. E bisogna fare chiarezza. I sussidi ai lavoratori andranno finanziati presto. Gli 8 miliardi stanziati per Cig e bonus alle partite Iva dovranno probabilmente salire nei prossimi mesi a un multiplo di quella cifra.
Il debito pubblico italiano ci concede poco spazio di manovra, i mercati guardano con ansia ai nostri conti.
In queste condizioni dire no agli strumenti che l’Europa può mettere a disposizione, dal Mes alle obbligazioni emesse sotto un cappello comune, è un lusso che non credo possiamo permetterci.
Sarebbero 37 miliardi per ospedali, assunzione di medici e infermieri, personale, investimenti per nuovi farmaci e cure.  Potrà offrire finanziamenti per il 2% del pil a tasso quasi zero per spese sanitarie legate al Covid-19. La Commissione verificherà solo questo requisito. Non potranno essere introdotte condizioni aggiuntive. Le risorse del Mes aiuterebbero a togliere pressione al Tesoro per le emissioni e a limitare il ricorso alla Bce che, non va dimenticato, compra i nostri titoli a tassi di mercato molto più onerosi di quelli del Mes.

L’Europa è il primo anello del nostro naturale spazio geopolitico. È sicuramente debole e lo è perché così l’hanno voluta i Paesi membri, restii a cederne la sovranità.
Ma sostenere come qualcuno fa che l’Europa non sta facendo la sua parte nella lotta economica contro il Covid-19 è falso.
In questa fase l’Europa è più attiva di come venga percepita: ha sospeso i criteri di Maastricht per i debiti di bilancio, ha impegnato la BCE per l’acquisto massiccio di titoli di Stato, ha garantito con la BEI i prestiti alle imprese, ha creato un fondo per i disoccupati e ha riformato il MES senza porre particolari condizioni a chi ne usufruisce.