Mazzette e computer

C’è un’operazione della procura di Milano che è passata inosservata ma potrebbe diventare una pietra miliare non solo in Italia. I finanzieri del nucleo di polizia giudiziaria agli ordini del pm Gaetano Ruta stavano indagando sulle mazzette versate ad alcuni dipendenti del gruppo italiano Leonardo da un’azienda aerospaziale per accaparrarsi i contratti di fornitura.

Tangenti pagate tramite due società di Google, Google Ireland e Google Payments, che ora risultano indagate. Un fatto inedito e preoccupante, perché se già la corruzione attraverso società nei paesi off-shore è complicata da ricostruire, l’utilizzo di un’intermediazione tecnologica internazionale aggiunge ulteriori incognite.

Le due società di Google risultano indagate perché consentivano “il trasferimento di fondi di denaro provento di frode fiscale ostacolando l’identificazione della provenienza delittuosa” dei bonifici.

Ci sono colossi del web e nani della tecnofinanza, entrati in massa in un mercato grigio dove è facile eludere le regole sul tracciamento dei fondi e rendere così anonime le transazioni piccole o grandi. Il sogno di evasori, tangentisti e boss di denari, concretizzato sulla tastiera di un tablet o di un telefonino.