Salvini sulla via di Damasco

Salvini ha dato disponibilità a Mario Draghi per la formazione di un nuovo governo. Da ciò si desume che abbia accantonato le sue idee sovraniste per sposare quelle europeiste. È una bella notizia, senza dubbio. Significa che ha capito i suoi errori.
Certo l’Europa non è una parola, e quindi Salvini dovrà dimostrare coerenza con la sua nuova linea politica.
Ma questa novità, di fatto, indica che le convinzioni della Lega circa un superamento dell’Europa erano fallimentari.

Si tratta sicuramente di un effetto della pandemia e di quanto è accaduto in questi mesi. Con la sua violenza sanitaria, economica e sociale la pandemia ha fatto cadere i pilastri del sovranismo in quasi tutto il mondo. Ha dimostrato che non bisogna dividersi ma collaborare e cooperare, che la cultura del cavalcare i problemi e dell’odio era senza respiro perché non risolveva i problemi delle persone ma semmai li aggravava. D’altronde è stato sconfitto Donald Trump, il riferimento mondiale del sovranismo.

Draghi ha messo subito in chiaro la questione: “La risoluzione dei nostri problemi è in Europa”.
E senza l’ancoraggio europeo noi non ce l’avremmo mai fatta ad affrontare la pandemia e la Lega di fatto è stato un partito che ha sempre votato contro il Recovery fund, anche se ultimamente si è astenuta.

Ci si potrà fidare di Salvini?