Vaccino

Mentre la campagna di vaccinazione in Italia deve fare i conti con intoppi organizzativi e soprattutto con la carenza di dosi, l’esortazione di alcuni giorni fa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità a garantire la profilassi anche ai Paesi del mondo più disagiati ha costretto gli Stati membri a dover almeno allargare lo sguardo oltre i confini nazionali.

Vi sono 42 Paesi che stanno in qualche modo lavorando al vaccino per il Covid-19. Di essi 36 sono nazioni ad alto livello di reddito, sei a livello medio e nessuno dei paesi più poveri.
Ritengo che sia giusto pensare ai paesi poveri, che hanno anche meno risorse per curare le persone. Non dimentichiamo che viviamo in un mondo globalizzato, e quindi pensare di vaccinare soltanto in casa nostra, senza badare ad effettuare la profilassi nel resto del mondo, sarebbe una strategia sbagliata e perdente. Se vogliamo fermare questo virus non possiamo pensare di mettere in atto strategie protettive che riguardino solo il nostro paese. Dobbiamo fermare il Sars-Cov-2 salvaguardando anche la salute delle popolazioni del resto del mondo, in particolare dei paesi poveri che rappresentano una gran parte degli abitanti a livello mondiale. Non dimentichiamo poi che se il virus continuasse a circolare in quei paesi, prima o poi si ripresenterebbe anche da noi. E così dovremmo sempre stare attenti ad inseguire un’immunità globale, senza però riuscirci. Ricordiamo che per sconfiggere il vaiolo abbiamo portato la vaccinazione in tutto il mondo. Allo stesso modo, per debellare il Covid bisogna far arrivare il vaccino ovunque.

In presenza di un dramma che coinvolge tutta l’umanità, non sarebbe il caso di mutare le pur sacre regole della proprietà intellettuale e rendere possibile, a tutti coloro che rispettano le dovute norme, la libera produzione dei vaccini esistenti, purché siano approvati dalle legittime autorità sanitarie?
Tutto questo dovrà essere naturalmente accompagnato dai necessari accordi per aiutare nelle spese di ricerca e di sviluppo le imprese che le hanno sostenute, ma non è ammissibile che la salute dell’umanità venga messa a rischio dalle restrizioni del mercato.

L’Italia avrà la responsabilità della presidenza del G20. Sebbene questo forum abbia i suoi limiti, è l’unica struttura in grado oggi di lanciare un simile progetto, mobilitando gli Stati e le organizzazioni internazionali, a cominciare dalle Nazioni Unite, dall’Unione Europea e dall’Unione Africana.