Durigon dia le dimissioni

Claudio Durigon, l’ex sindacalista della sigla di destra Ugl, mercoledì scorso era ad un comizio nella sua città di origine, Latina. Lì Durigon ha proposto di cambiare l’intitolazione di un parco pubblico da Falcone-Borsellino, in onore ovviamente ai magistrati uccidi dalla mafia in Sicilia, a “parco Mussolini”. Non Benito, ma Arnaldo, il fratello morto nel 1931. Un modo più o meno palese per dare di gomito al neofascismo locale, ben radicato nella città.
Sono sbalordito che un rappresentante dello Stato possa chiedere che un parco non sia più intitolato a due uomini che per lo Stato hanno dato la vita, come Falcone e Borsellino, per intestarlo al fratello di Mussolini.
Totale incompatibilità con il ruolo che sta avendo che è quello di rappresentante delle istituzioni. E lo ha giurato sulla Costituzione!

Ma Durigon è nell’occhio del ciclone da tempo, sin da quando lo scorso aprile un’inchiesta giornalistica di Fanpage rivelò che il sottosegretario si vantava di essere stato lui, in accordo col partito, ad aver nominato il generale della Guardia di finanza che sta indagando sui famosi 49 milioni di euro di finanziamento pubblico volatilizzati del Carroccio; oltre ad aver messo in luce i suoi rapporti con realtà vicine alla criminalità organizzata pontina. Insomma, ce n’è abbastanza per sollevare seri dubbi attorno all’opportunità che resti al governo.

Il presidente dell’Anpi Gianfranco Pagliarulo così ha dichiarato: “pudore vorrebbe che si dimettesse subito. Ma non basta. Non se ne può più di personaggi fascisti nella toponomastica, recentissimo il caso di Giorgio Almirante a cui si vorrebbe intitolare una strada ad Alessandria, città medaglia d’oro per la Resistenza. Vanno integrate le leggi vietando esplicitamente l’attribuzione di nomi di personaggi fascisti a vie, piazze, parchi”.