Le associazioni di categoria: «Crisi, c’è il pericolo mafia»
Pericolo di infiltrazioni mafiose, nel tessuto socio economico produttivo, con l’aggravarsi della crisi economica post emergenza Covid 19. Le organizzazioni criminali, che dispongono di grandi liquidità, potrebbero sfruttare la vulnerabilità delle imprese per radicarsi nel nostro territorio. Lo denunciano i rappresentanti delle associazioni di categoria, che hanno istituito allo scopo un osservatorio. Ma la questione è anche oggetto di un Piano della Prefettura, che ha l’obiettivo di rendere permanenti i tavoli di confronto, attivati nelle ultime settimane, con le organizzazioni sindacali e con le stesse associazioni di categoria. Il dialogo tra i soggetti coinvolti ha lo scopo di «orientare l’azione delle forze di polizia verso i settori più a rischio di condizionamento da parte dei sodalizi mafiosi». La situazione dei piccoli imprenditori e dei commercianti è difatti critica, a causa del prolungato lockdown, e rischia di provocare il fallimento di molte imprese. «A gettare la spugna – spiega Fausto Baldarelli, segretario della Cna di Fano – sono soprattutto le piccole e medie attività artigianali, che non sono in grado di ammortizzare le perdite subite. Dobbiamo quindi tenere alta la guardia, monitorando le singole situazioni, affinché queste attività non finiscano in mano alla malavita, che potrebbe mettere in atto i tipici stratagemmi, come già accaduto in altri contesti di crisi, offrendo condizioni di aiuto che nascondono inganni». Il dirigente della Cna ha attivato allo scopo uno sportello di ascolto, presso la sede dell’associazione, a cui potranno rivolgersi gli operatori che volessero chiedere aiuto. Intanto saltano agli occhi gli annunci di vendita di attività commerciali, che in alcuni casi si possono acquistare a cifre ben al di sotto del valore di mercato. Annunci che attirano l’attenzione di speculatori senza scrupoli, forse legati a organizzazioni criminali, che propongono offerte ancora più basse ma pagamenti cash. Del resto l’allarme di possibili infiltrazioni mafiose in tutta la provincia non è una novità. I procuratori antimafia di recente ne hanno spiegato il pericolo, riconducendolo al fenomeno del riciclaggio di capitali provenienti da attività illecite, in un territorio che ancora gode di un tessuto economico sostanzialmente sano, ma costituito da piccole e medie imprese, che sono più soggette alla richiesta di credito in situazioni di emergenza. Barbara Marcolini, presidente della Confcommercio fanese, sollecita interventi immediati: «Dobbiamo impedire che le nostre attività finiscano in mano ai criminali, attraverso il loro continuo monitoraggio, realizzabile con la collaborazione di tutti, ma soprattutto ricevendo gli aiuti promessi. Aiuti a fondo perduto – chiosa Marcolini – e non prestiti che aggraverebbero la nostra già compromessa situazione. Per evitare il tracollo, servono provvedimenti straordinari e immediati».
