mercoledì 29 Aprile 2026
Disarmo / Nonviolenza

La Russia schiera un missile nucleare aria-aria: l’atomica esplode tra le nuvole

Gli spettri dell’apocalisse escono sempre più spesso dai bunker dove si credeva di averli sepolti alla fine della Guerra Fredda. Armi che appartengono a un passato giudicato remoto ma che invece tornano a minacciare il mondo con la loro potenza devastante. L’ultima rivelazione riguarda l’aviazione russa che avrebbe messo in servizio un missile aria-aria con testata nucleare: un ordigno che provoca un’esplosione atomica a mezz’aria per abbattere i velivoli nemici.

 

 

Un missile che viene dal passato

A sostenerlo sono gli 007 del Pentagono, la Defence Intelligence Agency specializzata nell’analisi dei sistemi bellici, in un rapporto consegnato al Congresso americano. Nel 1991 l’arsenale di Mosca ha prodotto un’arma aria-aria – chiamata R-33 – che poteva essere dotata di un’ogiva atomica: sembrava l’ultimo parto dell’Armata Rossa sovietica poi dissolta da Gorbachev. In tempi recenti questo missile è stato sostituito dal R-37M – che la Nato chiama AA-13 Axehead – destinato a compiere intercettazioni a lungo raggio: è in grado di inseguire autonomamente bersagli individuati a oltre 150 chilometri di distanza.

Un apparato impiegato in Ucraina, che si è dimostrato molto insidioso: “I caccia russi li sparavano restando all’interno del loro spazio aereo e l’effetto era quello di condizionare la nostra capacità di portare a termine le missioni – ha dichiarato al sito specializzato TWZ Andrii “Juice” Pilshchykov, uno dei piloti ucraini impegnati nei duelli sopra Kiev, morto poi nel 2023 – Se sei impegnato a manovrare per sfuggire a quel missile, non puoi bombardare un bersaglio a terra o fare altro. Il gioco diventa veramente duro e molto molto rischioso. Invece se non ti accorgi del lancio del missile nemico, sei morto”.

 

Una testata nucleare tra le nuvole

Il missile R-37M è stato concepito come “punta di lancia” degli intercettori Mig-31M Foxhound, l’ultima variante del leggendario trisonico Mig-25 Foxbat, e poi distribuito pure alle squadriglie di Sukhoi 30 e Sukhoi 35. Gli analisti ritengono che sia proprio questo l’ordigno che sta venendo munito di una testata nucleare progettata per scoppiare tra le nuvole.

 

A quale scopo? Ordigni simili erano stati sviluppati negli anni Sessanta. Gli Stati Uniti hanno costruito un grande razzo e poi un missile trasportati dai caccia: avevano una testata da mezzo chilotone. Sia gli Usa che l’Urss hanno poi messo in servizio numerosi missili contraerei con ogive nucleari. Sono stati schierati pure in Italia, con la Prima Aerobrigata di Padova: i vettori terra-aria Nike erano dell’Aeronautica militare, le ogive invece appartenevano agli americani ma erano custodite negli stessi bunker sotto le colline venete.

 

Nell’era di Mister Strangelove le esplosioni atomiche nel cielo dovevano compensare la bassa precisione dei missili, travolgendo con un’onda d’urto le formazioni di bombardieri nemici in un raggio di decine di chilometri. Alle ricadute radioattive si dava poca attenzione: sarebbero stati usati nello scenario di un conflitto termonucleare totale, che avrebbe comunque messo a rischio la sopravvivenza dell’umanità.

Perché tornano in scena oggi

Sorprende invece che tornino in scena oggi. Tecnicamente Mosca ha il problema di rompere la superiorità della Nato nel settore dei radar volanti e dei velivoli da spionaggio elettronico: aerei che costano oltre mezzo miliardo di euro e danno la possibilità di anticipare le mosse dell’avversario. Ecco che una testata nucleare può spazzarli via, senza temere di venire fermata dalle contromisure o dai caccia di scorta. Ovviamente, non va escluso lo scenario di una “intercettazione atomica” contro l’Air Force One o contro gli altri centri di comando alati a cui verrebbe affidata la sopravvivenza dei vertici politici e militari statunitensi in caso di conflitto.

 

Alcuni analisti ipotizzano però un obiettivo differente: le detonazioni atomiche nell’atmosfera paralizzerebbero le comunicazioni radio e il funzionamento di gran parte dei sistemi elettrici o elettronici, fermando ogni motore. In pratica, un singolo missile potrebbe causare un blackout di movimenti e trasmissioni in una grande città.

A confermare le intenzioni russe ci sono le immagini diffuse dal Cremlino delle esercitazioni condotte la scorsa estate, evocando la minaccia delle testate nucleari tattiche contro l’Occidente. Nei filmati si vede personale munito di tute e respiratori per sopravvivere alle radiazioni che carica i missili R-37 sui caccia Mig-31. “La Russia sta espandendo le sue forze nucleari attraverso la creazione di nuove capacità, inclusi i missili nucleari aria-aria e altri nuovi apparati – recita il dossier della Defense Intelligence Agency – Si ritiene che mantenga un arsenale di 1550 testate strategiche pronte all’uso e fino a duemila ogive tattiche di riserva”. Armi che – sottolinea il documento – secondo la dottrina di Mosca verrebbero usate soltanto in presenza di una grave minaccia all’integrità della nazione.

Bisogna però notare come la nuova corsa agli armamenti stia anche riguardando le armi più mostruose di tutte. Anche la Casa Bianca sta progettando un nuovo missile balistico intercontinentale e una bomba a caduta libera, entrambe a caricamento nucleare. Dall’Asia all’Europa, la febbre atomica continua a contagiare altri Paesi senza che vengano avviate iniziative diplomatiche per frenare la proliferazioni di ordigni terribili.