Cop30, c’è l’accordo: verso un compromesso al ribasso sui fossili
BELÉM – “L’accordo c’è”. Alle otto del mattino di Belém uno dei delegati europei, provato dalla notte appena trascorsa a limare il testo di compromesso, conferma che oggi potrebbe essere l’ultimo giorno di Cop30. E chiudersi con una intesa, quasi certamente al ribasso, tra i quasi 200 Paesi che partecipano a questa 30esima conferenza Onu sul clima.
“Dal segretariato dell’Unfccc (l’agenzia Onu per i cambiamenti climatici che organizza le Cop, ndr) ci dicono che l’attuale versione della “Mutirao Decision”, il documento politico principale, ha il consenso di tutti i grandi blocchi presenti a Belém”.
Ora c’è da farlo approvare nella plenaria, inizialmente prevista alle 10 del mattino (le 14 in Italia), ma che potrebbe slittare di qualche ora. Il presidente di Cop30 Andre Correa Do Lago, lasciando i suoi uffici ha infatti detto che “il testo definitivo sarà pronto per le 10-10.30”. E alle delegazioni andrà lasciato il tempo di metabolizzarlo, prima di convocarle nell’assemblea plenaria conclusiva.
Mentre scriviamo si può dunque solo supporre quale sia il compromesso raggiunto. Le ultime ore di trattative avevano visto un durissimo braccio di ferro tra l’Unione europea, alla guida di un nutritissimo numero di Paesi favorevoli all’esplicitazione di una road map per l’uscita dai combustibili fossili, e l’Arabia Saudita, paladina dei Paesi produttori di petrolio. Questi ultimi hanno fatto capire che non avrebbero mai accettato l’espressione road map, assai cara anche al presidente brasiliano Lula.
L’ipotesi è che sia stata perciò eliminata dai testi negoziali. In cambio ci sarebbe però un esplicito riferimento alla transition away dai combustibili fossili, introdotta alla Cop28 di Dubai, ma che da allora era stata accantonata. La speranza è che, pur eliminando la formula road map, il wording utilizzato nel testo notturno faccia registrare qualche passo avanti nella “implementazione” di quella transizione solo auspicata due anni fa.
Il consenso alla proposta formulata nella notte dalla presidenza brasiliana, non significa automaticamente l’approvazione immediata del testo in plenaria. Come successo in edizioni passate delle Cop, la contrarietà malcelata di alcune delegazioni, potrebbe esplodere, sotto i riflettori di tutto il mondo, nella grande aula “Amazonas”. Ma gli sherpa europei incontrati all’alba sono fiduciosi. “Il presidente Correa Do Lago batterà il martelletto quasi subito”.
