domenica 16 Giugno 2024
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Consiglio comunale di Mondavio del 28 dicembre 2012

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Assemblea post-natalizia
per i nostri amministratori, che sembrano averci preso gusto e
nell’ultimo semestre di questo 2012 in scadenza si sono riuniti una
volta al mese.

Stavolta il consiglio è
convocato in un orario un po’ anomalo, le 19.30, probabilmente per
evitare le numerose assenze e i ritardi che hanno contraddistinto le
ultime sedute. L’ordine del giorno consta di sei punti da sottoporre
all’attenzione dei consiglieri mondaviesi, che in questa occasione
riescono ad essere più puntuali e numerosi di come ci avevano
abituato ultimamente. Alle 19.30 si siedono in sala il sindaco Talè
e Frattini, Falcinelli, Zenobi, Dominici, Godi, Carbonari e
Marcantognini per la maggioranza, insieme al capogruppo Rotatori e
Ghironzi, Filippini e Olivieri per la minoranza. Il primo cittadino
avvisa che stanno “aspettando Serfilippi” e Rotatori osserva che
“comunque lavorate sempre con la minoranza”, alludendo al fatto
che molte assemblee si sono svolte grazie alla presenza del proprio
schieramento consiliare. Talè approfitta dell’attesa per informare i
presenti che dalla prossima legislatura i membri del consiglio
saranno sette più il sindaco, Zenobi precisa che i consiglieri
saranno cinque per la maggioranza e due per la minoranza, Rotatori
sottolinea che questo è un “primo passo per l’accorpamento dei
comuni”. Serfilippi fa il suo ingresso alle 19.36, proprio mentre
si sta svolgendo l’appello, al quale non rispondono Ghetti, Biondi,
Bartolini e Casini: quest’ultimo, per restare in tema natalizio,
inanella una strepitosa cinquina di assenze consecutive, risultato
raggiunto sinora solo dal fuoriclasse Falcinelli (che si è fermato a
sei). In sala, ovviamente, è la solita morte civile, visto che oltre
alla scrivente è presente solo il capo della polizia municipale non
in divisa.

Il primo punto all’ordine
del giorno riguarda l’approvazione dei verbali della seduta
precedente, alla quale si astengono gli assenti Carbonari, Dominici,
Falcinelli, Filippini e Rotatori.

Si passa così subito al
punto successivo, anzi no: visto che si tratta di tre delibere
simili, Talè chiede e ottiene di trattare insieme il secondo, terzo
e quarto punto all’ordine del giorno, inerenti l’approvazione degli
schemi di convenzione per la gestione associata delle funzioni
fondamentali rispettivamente di polizia municipale e polizia
amministrativa locale, di protezione civile e del catasto, da
stipulare con il comune di Monte Porzio, come stabilito dall’articolo
19 del decreto legge 95/2012 convertito in legge 7 agosto 2012 n.
135. Il primo cittadino ricorda che tale decreto obbliga i comuni con
meno di 5.000 abitanti ad accorpare almeno 3 funzioni fondamentali
entro il 31 dicembre, ma per quei comuni che hanno fatto parte di
comunità montane il limite scende a 3.000 abitanti. Mondavio sarebbe
quindi escluso da tale obbligo, ma non così il vicino Monte Porzio,
che quindi chiede al nostro comune di venirgli in aiuto. Mondavio si
sta trovando bene con Monte Porzio con il servizio di polizia
municipale, interessato dalla prima delle tre delibere, che quindi
rappresenta un semplice rinnovo. Le altre due riguardano protezione
civile e catasto: poiché Mondavio non è ancora entrato in
associazioni di comuni, né di vallata, né nell’Unione Roveresca, si
sono scelte queste funzioni minori. Per quel che riguarda la
protezione civile in particolare, si farà programmazione comune ma
ci si avvarrà sempre della C.M.A., che era al servizio anche
dell’Unione Valcesano. La terza funzione, il catasto, è stata scelta
perché anch’essa “indolore”, in quanto non si dovranno
stravolgere gli uffici: in futuro, quando la funzione verrà delegata
dallo Stato al comune, “noi saremo pronti”. In tutti e tre i casi
comunque il nostro comune rimarrà capofila, anche se il sindaco
afferma che se Monte Porzio chiedesse di essere il capofila per
protezione civile e catasto non dovrebbero esserci problemi. Ad
aprire le osservazioni è Olivieri, che sottolinea come Talè abbia
precisato lo scopo, solo tattico e non strategico, ed abbia definito
“indolori” le funzioni interessate: di conseguenza il sindaco è
consapevole che tutto ciò è un proforma che serve a Monte Porzio e
purtroppo è la certificazione che non c’è stata nessuna volontà di
consorziare i servizi fondamentali offrendo così dei risparmi ai
cittadini. Secondo il consigliere di minoranza, a partire dall’uscita
dall’Unione Valcesano del 2009 l’amministrazione ha avuto tre anni e
mezzo in cui si poteva fare qualcosa: alla fine dello scorso anno si
era pure fatta una delibera in tal senso. Purtroppo non si è capito
perché dobbiamo ancora aspettare: la questione non interessa? Allora
che si abbia la chiarezza di dirlo. Si era usciti dall’Unione
Valcesano dicendo che era stata sbagliata, affermazione alla quale
Talè ribatte dicendo che lui “non l’ha mai dichiarato”. La
minoranza, riprende Olivieri, era d’accordo con l’uscita da un’unione
che aveva comportato per il nostro comune 140.000 euro di spese per
tesoreria senza che nessuno dicesse nulla: il consigliere precisa di
non voler “fare l’eroe”, ma evidenzia di aver preso pure una
querela per dire queste cose. E conclude: qual è la strategia, non
la tattica?

Il collega di minoranza
Ghironzi osserva da par suo che ora è necessità di tutti i comuni
limitrofi che stanno mettendo insieme i servizi strategici,
sottolineando di aver letto un articolo della consigliera
Marcantognini che spronava le amministrazioni in questa direzione.

Il sindaco risponde alle
osservazioni affermando che l’attesa sarà breve, Olivieri incalza
ricordando nuovamente che sono già passati tre anni e mezzo. Talè
replica che se il comune di Mondavio non è entrato in nessuna unione
tutti sanno perché: nell’Unione Roveresca non è entrato per il
motivo che tutti conoscono, ovvero la battaglia per la discarica, per
cui tutto si è interrotto. D’altra parte, se “uno dà gli
schiaffoni, non riceve carezze”. Il sindaco è del parere che in
quest’anno abbiamo perso ben poco e abbiamo le tariffe più basse
della Roveresca, quindi tutti questi vantaggi non li abbiamo perduti.
Il nostro comune è stato il primo a fare la raccolta differenziata e
fa pagare meno dell’Unione Roveresca. Olivieri chiede se avremmo
pagato ancora meno aderendo all’Unione, Talè gli risponde di no: i
comuni dell’Unione hanno fatto scelte sbagliate, ma lui non vuole
parlare degli altri. Il piccolo rincaro nella nostra tariffa, per cui
ha già parlato con Aset, forse verrà tolto, forse ridotto. Il primo
cittadino precisa di collaborare molto bene con Aset, e poco gli
importa se qualcuno lo definisce di destra o “amico di Aguzzi”.
Tutt’altra storia invece con Marche Multiservizi, con cui non si
riesce a parlare: “un disastro”. Tornando alla questione della
discarica, Mondavio ha temporeggiato perché non sembrava giusto che
il nostro comune non ricevesse un indennizzo e soprattutto non
facesse parte di un comitato di controllo su di una discarica avuta
“sulle costole” per vent’anni, che all’inizio dovevano essere
solo 5. La filosofia di provincia e Unione Roveresca era quella di
prolungarne la vita di altri 20 anni, che nella realtà sarebbero
stati almeno 30 o 40. Nonostante tutto il consiglio aveva votato
all’unanimità per l’ingresso nella Roveresca, ma prima della
questione della discarica. Talè sostiene che siamo andati avanti
bene in questi tre o quattro anni, Mondavio non ha perso, anzi ha
guadagnato, mentre i vicini si trovano e si troveranno male in molte
scelte fatte. Il sindaco ci tiene anche a precisare che è stato
scelto Monte Porzio perché il territorio è contiguo e omogeneo e
non solo: ad esempio il plesso scolastico di San Filippo rimane
aperto grazie ai ragazzini provenienti dal comune limitrofo, molti
sono anche quelli che frequentano la scuola di musica. Il primo
cittadino inoltre ricorda che a suo tempo si era usciti dalla
Valcesano insieme a Monte Porzio perché non se ne traeva alcun
beneficio e nessuno li aveva fermati. È stata cercata un’altra
unione, senza fretta perché scottati dall’esperienza precedente: la
Valcesano era un’unione di fatto in cui però non si mettevano
insieme servizi. Il nostro comune dovrà sicuramente fare
associazioni, ma con comuni limitrofi e con caratteristiche simili,
così che i cittadini non si accorgono nemmeno quando cambiano paese:
di sicuro non con comuni di un’altra vallata, come sta accadendo
invece per l’Unione Roveresca. Il consigliere Ghironzi osserva che
sui giornali si dice che Monte Porzio si indirizza verso Mondolfo,
San Costanzo, Fano: Talè gli risponde che la sua intenzione è che
invece non ci vada, anche perché Monte Porzio ci compensa, come
avviene per esempio con l’asilo di San Filippo. La discussione
prosegue con Olivieri che contesta al primo cittadino di aver
definito marginali le funzioni interessate dalle delibere, Talè si
giustifica rispondendo che la legge è recente e che in solo quattro
o cinque mesi sarebbe stato “scellerato” mettere insieme delle
funzioni strategiche. Il consigliere di minoranza incalza osservando
che si fanno scelte che vanno al contrario, citando l’esempio della
privatizzazione del servizio autobus o del cimitero: cosa rimane da
consorziare? Si rinuncia solamente a servizi e potere decisionale.
Talè replica sostenendo che il servizio del trasporto non è stato
appaltato senza sentire nessuno, e che la stessa cosa è stata fatta
da San Lorenzo e Monte Porzio. Mondavio non aveva più autisti e
visto che la scelta sin dall’inizio è stata quella di non
appesantire il comune con ulteriore personale, si è deciso di
appaltare per un solo anno e sotto il controllo municipale. Il
sindaco conclude la discussione ribadendo che le funzioni oggetto
delle delibere che verranno approvate per tenere con sé Monte Porzio
sono “indolori” perché non cambia nulla per ora, ma dal 2014
anche il nostro comune sarà costretto ad accorparne altre tre o
quattro. D’altro canto, Mondavio e Monte Porzio assieme contano circa
6.800 abitanti (contro i 5.000 dell’Unione Roveresca) e potrebbero
fare unione tra di loro, anche se non è proprio questo ciò che il
primo cittadino auspica, quanto una realtà più consistente. Si
procede quindi alle votazioni delle tre delibere. La prima (polizia
municipale e amministrativa locale) incassa l’unanimità dei
presenti, mentre le altre due (protezione civile e catasto) ottengono
entrambe il voto favorevole della maggioranza, l’astensione di
Rotatori e Filippini e il parere contrario di Ghironzi e Olivieri.
Prima di passare al punto successivo, Olivieri ne approfitta per
ribadire nuovamente che il motivo della sua contrarietà è per come
è stata presentata la questione da parte del sindaco, cioè come se
fosse insignificante: avrebbe invece voluto sentir dire che “questi
servizi sono l’inizio di una collaborazione”. Talè ribatte dicendo
di far “finta di non aver sentito”, Olivieri lo incalza e il
primo cittadino taglia corto affermando che è una “strategia per
tenere legato Monte Porzio senza prendere impegni in tre mesi”.

Il punto successivo, il
quinto, riguarda la lottizzazione dell’area “Ex prebenda”, che
ormai, a detta del sindaco, si può definire lottizzazione Frati.
Quella che si va ad approvare è la medesima delibera di forse un
anno fa (28 luglio 2011, n.d.a.) che ha dovuto seguire un iter per
cui sono stati necessari i pareri di svariati enti. In particolare i
pareri di Marche Multiservizi e dell’ex Genio Civile sono arrivati
dopo sei mesi, ma poiché la delibera aveva validità per sei mesi
nel frattempo è scaduta: ora deve essere riapprovata con tutti i
pareri. Naturalmente una volta riapprovata andrà esposta per 90
giorni per le osservazioni, che dovranno essere poi ridiscusse.
Olivieri chiede se in questo caso non valga il silenzio-assenso o il
silenzio-diniego, e se gli enti non abbiano un termine per
rispondere. Talè risponde negativamente a tutte e due le domande,
evidenziando che prima di emettere il parere Marche Multiservizi ha
richiesto diverse informazioni e chiarimenti. Ghironzi chiede lumi
sugli standard urbanistici, che a detta del primo cittadino
rimarranno identici.

È giunto il momento del
sesto e ultimo punto all’ordine del giorno, riguardante le
comunicazioni del sindaco: la minoranza aveva chiesto di portare in
consiglio le questioni relative agli incassi della Rocca e della
stagione estiva, ai residui e alla fontana. Per quel che riguarda i
residui, gli uffici ci stanno lavorando, dall’inizio dell’anno
cercano di dedicarcisi un paio di ore al giorno, anche se incontrano
alcune difficoltà. Quanto alla fontana, questa rimane solo nel
progetto, che invece prevede la realizzazione della scalinata dall’ex
mattatoio a via Gramsci e la stuccatura delle due piazze (Matteotti e
Della Rovere): in più vi è stata inserita la nuova segnaletica
storico-turistica insieme ad un pannello riassuntivo delle cose da
vedere all’ingresso di Mondavio, così come suggerito anche dalla
commissione del club de “I Borghi più belli d’Italia”. La
decisione non è stata facile perché la segnaletica è invasiva, ma
il nostro comune è riuscito a farla realizzare in rame (cosa che non
ha nemmeno Gradara) e questo grazie ai 150.000 euro arrivati dal
povero onorevole Vannucci per la fontana. Per quel che riguarda gli
incassi della Rocca, il sindaco “credeva peggio”: la situazione
nella provincia è abbastanza drammatica e vi è stato un calo
fisiologico dovuto alla crisi. Tutto sommato è andata meglio ad un
comune come Mondavio che conta tra le 15.000 e le 20.000 presenze che
ad uno come Gradara che arriva a 200.000. Al 24 dicembre l’incasso è
stato di 51.613 euro, contro i 56.743 incassati in tutto il 2011.
Talè ritiene che sia accettabile e pensa che ciò sia avvenuto
perché non sono “stati fermi”: basti pensare alla bandiera
verde, ottenuta grazie al sostegno del Nino e della Cia, alla
bandiera arancione, grazie all’impegno della Pro Loco e alla
rievocazione storica, e non ultimo al riconoscimento de “I Borghi
più belli d’Italia”. Ghironzi chiede chiarimenti sugli eventi, il
sindaco risponde che in quanto a sponsorizzazioni siamo in
controtendenza, visto che sono aumentate. Gli eventi sono stati
cospicui, alcuni sono riusciti meglio, altri no. Per il futuro andrà
ripensata la modalità di decisione degli eventi, concordandoli con
le associazioni locali e non solo facendoli scegliere da tre o
quattro amministratori. In parte questo è già stato fatto, ad
esempio con il concerto della Bandabardò a San Michele, mentre per
il concerto con Cristicchi ci si è fatti consigliare da chi
organizza questo tipo di eventi, visto che con Branduardi la cosa
aveva funzionato. Nonostante questi due eventi non siano andati bene,
non c’è stato nessun problema in bilancio. Ghironzi approfitta delle
comunicazioni del sindaco per chiedergli aggiornamenti sulla
situazione del ponte: il primo cittadino risponde che la settimana
precedente ci sono stati i tecnici da Bolzano che hanno guardato in
giro un po’ sorpresi dalla nostra situazione, visto che da loro
queste cose le riparano in pochi giorni. Quand’è così, dice il
sindaco “ti rendi conto che sei nel Sud dell’Italia”. Il ponte
messo a disposizione da Bolzano, in due parti da 20 metri l’una,
verrebbe dato in uso gratuito: tra montaggio, trasporto, vitto e
alloggio dei tecnici, la spesa sarebbe sui 15.000 euro. I tecnici di
Bolzano si sono detti disponibili all’intervento anche nella prossima
settimana, ma a quel punto sono stati i nostri tecnici a fare molte
storie. Da Bolzano sono arrivati tutti i fogli riepilogativi, i
tecnici della provincia di Pesaro stanno facendo il progetto degli
appoggi e basamenti (quelli di Ancona nemmeno vengono più agli
incontri): poi servirà il conteggio delle spese per i basamenti. Il
tecnico di Bolzano ha risposto che si potrebbero realizzare anche con
100.000 euro: se così fosse e se venisse fuori che tra provincia e
regione non si trovano i 115.000 necessari, sostiene Talè,
bisognerebbe organizzare pullman e fare manifestazioni. Per quel che
riguarda il ponte definitivo, il presidente Spacca sta aspettando che
il Governo si esprima sullo stato di emergenza, che permetterebbe
alla provincia di Pesaro di sbloccare i fondi. L’obiettivo è quello
di far finanziare il prima possibile l’opera definitiva.

Sono le 20.31, i punti
all’ordine del giorno sono terminati e al sindaco non resta altro che
sciogliere l’assemblea e rivolgere a tutti i presenti gli auguri di
buon anno.