lunedì 27 Maggio 2024
Disarmo / Nonviolenza

Attivisti contro la fiera delle armi di Londra

di Andrew Metheven – 16 settembre 2017

A Londra migliaia di dimostranti hanno inscenato azioni dirette per
bloccare una delle più grandi fiere delle armi del mondo. La Defense and
Security Equipment International [(Fiera) Internazionale degli Armamenti
di Difesa e Sicurezza], o DSEI, è stata inaugurata il 12 settembre, ma
il centro di esposizioni in cui si teneva è stato ripetutamente bloccata
durante la settimana prima dell’inizio, quando gli attivisti hanno
inscenato azioni dirette per bloccare i preparativi della fiera. Sono
state arrestate più di cento persone in mezzo a voci che la preparazione
della fiera aveva accumulato giorni di ritardo. Questo segna una grande
intensificazione delle azioni  degli anni precedenti.

E’ risultato che la grande dimensione della resistenza nell’ultima
settimana ha sopraffatto la polizia e gli organizzatori dell’evento,
così come la creatività e la dimensione della miriade di gruppi
coinvolti nelle proteste. Ogni giornata è stata organizzata da gruppi
differenti che costituiscono la coalizione Stop the Arms Fair [Stop alla
fiera delle armi] per consentir loro di pianificare le proprie azioni al
fianco di persone di simile orientamento e con interessi simili. I vari
temi hanno incluso solidarietà con la Palestina, No alla Fede nella
Guerra, No al Nucleare e alle Armi e Sì alle Rinnovabili, e solidarietà
oltre i confini. C’è stata anche una conferenza accademica agli
ingressi, con un Festival di Resistenza e un seminario La Guerra di
Ferma Qui nel weekend.

Questo approccio ha consentito a gruppi e campagne che solitamente non
lavorano insieme di trovare una causa comune opponendosi alla fiera.
Quelli che volevano concentrarsi sulla loro iniziativa specifica hanno
potuto farlo, fiduciosi che altrettanta energia confluiva negli altri
giorni di resistenza. Ha anche consentito a persone nuove al movimento
di trovare un gruppo con il quale si sentivano a loro agio nel
collaborare. Con il coinvolgimento di facce nuove nella campagna si è
sviluppato un senso di “riscontro [feedback] positivo” con l’energia
investita in una singola azione riflessa nel lavoro di molte altre.

Avere un insieme così diversificato di partecipanti ha condotto a una
vasta gamma di azioni creative e spiritose, compresa l’azione
“super-cattivi picchettano la fiera delle armi”, il centro esposizioni
dove si tiene la DSEI ospita anche regolari convegni di fantascienza,
con un Dalek di “Doctor Who” che ricorda alle persone i loro diritti
legali prima di essere arrestate. Ci sono stati anche numerosi casi di
gruppi d’affinità che hanno collaborato efficacemente per mettere in
atto blocchi di disturbo. Ad esempio quando una barriera è stata alla
fine rimossa dalla strada da parte di una squadra della polizia nel
corso del blocco organizzato da gruppi religiosi, altri si sono calati
da un ponte vicino per bloccare un’altra strada.

La DSEI si tiene ogni due anni nella zona portuale di Londra. Vi
prendono parte più di 1.500 società che espongono armi da guerra a più
di 30.000 persone, comprese delegazioni militari da paesi con
testimonianze spaventose riguardo ai diritti umani e paesi in guerra. In
commercio al DSEI sono regolarmente scoperti equipaggiamenti e armi
illegali, tra cui strumenti di tortura e bombe a grappolo. E’ importante
segnalare, tuttavia, che gli attivisti contro la DSEI non vogliono
semplicemente una fiera pulita, legale o sterilizzata; loro vogliono
fermare del tutto la fiera delle armi. la DSEI è organizzata da una
società privata di nome Clarion Events, con il pieno sostegno del
governo britannico, che distribuisce inviti ufficiali a delegazioni
militari di tutto il mondo.

Opporsi a fiere delle armi come la DSEI è importante perché sono una
delle manifestazioni più chiare e forti del commercio delle armi;
venditori reali di armi che pubblicizzano gli strumenti di guerra che
costruiscono a militari in cerca delle tecnologie più recenti. Già
quest’anno le fiere delle armi in Spagna, Canada, Israele e Repubblica
Ceca hanno incontrato azioni dirette da promotori locali, l’ADEX di
Seoul e l’ExpoDefensa di Bogota che si terranno nei prossimi mesi.

L’industria delle armi, come tutte le industrie – dipende per operare da
una licenza sociale, il che significa che oltre a ricevere un sostegno
legale ha anche bisogno dell’appoggio della società in generale. Questa
licenza sociale consente all’industria delle armi di ammantarsi di
legittimità e opporsi al commercio delle armi dovunque si manifesti è un
chiaro modo di contestare tale licenza sociale.

Attualmente l’industria delle armi suppone che le sue attività siano
quasi legittimate di fatto, ma ciò è dovuto al fatto che la maggior
parte delle persone raramente, o mai, pensa alla sua esistenza e a come
opera. Inscenare azioni dirette contro eventi come la DSEI ci consente
di “puntare il dito” e di attirare l’attenzione sul più generale
commercio delle armi, contestandone la legittimità e contemporaneamente
contrastando la sua capacità di agire. Alcune settimane prima
dell’inizio previsto della fiera il neoeletto sindaco di Londra, Sadiq
Khan, ha detto che voleva vedere al bando la DSEI ma che non aveva il
potere di impedirla.

Mega-eventi come la DSEI possono essere relativamente difficili da
ostacolare in modo sostanziale. Questo è uno dei motivi per i quali sono
stati presi di mira i preparativi per la fiera delle armi, cosa che
costituisce una strategia relativamente nuova. La coalizione aveva
concentrato le sue energie su quella fase nel 2015, l’ultima volta che è
stata tenuta la fiera delle armi, e gli organizzatori ne hanno visto il
potenziale. L’anello più debole dell’evento è innanzitutto la
complessità logistica della sua organizzazione e il potenziale che ciò
offre a una campagna di azione diretta e di disobbedienza civile è
chiaro. L’apparente impenetrabilità di un’industria così complessa e
piena di risorse appare un po’ più traballante quando gli attivisti la
intralciano con i propri corpi, si calano da ponti e usano barriere per
coordinare blocchi dei camion che trasportano gli equipaggiamenti.

Mentre commercianti di armi e rappresentanti di eserciti osserveranno le
vetrine delle armi nei prossimi tre giorni alla DSEI, probabilmente
proseguiranno veglie e azioni, e per tutta la settimana si terrà in
prossimità del centro una mostra d’arte radicale intitolata “Art the
Arms Fair”. Tra gli organizzatori c’è una reale sensazione che sia in
costruzione un movimento forte e attivo che sarà in grado di continuare
a mostrare un’efficace opposizione alla DSEI negli anni a venire.

Andrew Metheven è un attivista del Programma Nonviolenza
dell’Internazionale degli Oppositori alla Guerra. E’ attivo nella
coalizione Stop the Arms Fair e ha partecipato ad azioni dirette
nonviolente contro la sostituzione del sistema di armi nucleari Trident.

Da Znetitaly – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org