Fano-Urbino, aut aut di Baldelli «Decidano o decideremo noi»

«La scelta è del Comune, in base al loro piano delle piste ciclabili ci indichino il percorso più opportuno da realizzare». Sulla Fano-Urbino, l’assessore regionale alle Infrastrutture Francesco Baldelli ribadisce «la volontà di salvaguardare il sedime ferroviario, lo studio di fattibilità che dovrà eseguire Rfi (per il quale è stato destinato un milione di euro) sul ripristino della ferrovia e la realizzazione della ciclovia del Metauro (lontana dai binari da 4 metri in su)». «In casa d’altri – fa notare Baldelli – si entra educatamente, ma non abbiamo intenzione di perdere tempo: nel giro di qualche giorno ci attendiamo una risposta». In caso di mancata collaborazione da parte di Fano, «prenderemo – fa sapere Baldelli – le nostre decisioni». All’assessore Tonelli che accusa la Regione di «non avere un progetto alternativo a quello di Biancani-Ceriscioli» dove la ciclabile correva lungo la ferrovia, Baldelli replica: «Il progetto precedente non è mai esistito e comunque ora il Comune ha l’occasione di sfruttare i finanziamenti della Fano-Urbino (previsti 4,5milioni di euro) per realizzare uno dei percorsi indicati dal loro piano delle piste ciclabili». «Purtroppo a Fano sembra comandare Baldelli – interviene il consigliere comunale del Pd Enrico Fumante – imponendo, con l’avallo degli assessori fanesi (Aguzzi e Carloni, ndr) e il supporto di M5S, una scelta contro la volontà dei fanesi: da città pesarocentrica siamo passati a città pergolacentrica». E ancora: «L’assessore Tonelli in modo gentile ha detto a Baldelli che la proposta della Regione è una presa in giro e io lo ribadisco. Come si può pensare di penalizzare Fano, rischiando di farle perdere i finanziamenti, per un treno che non tornerà mai più?». «La proposta dall’assessore Baldelli – incalza il consigliere regionale Andrea Biancani artefice del progetto lungo la ferrovia – non è più quella di realizzare la ciclovia del Metauro, ma una ciclabile urbana. Inoltre quel sedime non è adatto a un treno commerciale. La nostra soluzione di una ciclovia lungo i binari era, invece, perfettamente compatibile con una metropolitana di superficie o con il passaggio di un mezzo elettrico che avrebbe il vantaggio di arrivare fino alla piazza di Urbino e non di fermarsi, come nel caso del treno, nel cortile di una fabbrica».