lunedì 15 Aprile 2024
Politica italiana

Minacce per l’occidente?

Quando illustrò in Parla-mento il suo program-ma di governo, a feb-braio, Mario Draghinon disse nulla su poli-tica estera e difesa, masi limitò a proclamarsi“convintamente euro-peista e atlantista”. Eraun po’di tempo che idue aggettivi non s’ac -coppiavano con tantadisinvoltura, e d’untratto ecco che l’e qui-valenza veniva ribaditaquasi fosse legge di na-t u ra .Essere europei significa automati-camente essere più attivi nella Nato,e viceversa. Nessun bisogno di spie-gare il perché di quest’a p o di tt ic acertezza. Basta dire che Trump è fi-nito e che Biden ha iniziato la felicere tromarcia.In realtà Biden non ha cambiatomarcia nei rapporti con Putin, maincontrando quest’ultimo a Gine-vra ha solo evitato il surriscalda-mento delle tensioni. Nei giorniprecedenti in Cornovaglia i governiNato avevano in effetti chiarito quel che nel discorso di Draghi restava ve-lato: la guerra fredda ricomincia, e la Nato ha di nuovo i nemici che le ser-vono per vivere e operare. Ne ha addirittura due: Cina e Russia. Ambeduesono dichiarati“minacce per la sicurezza dell’Occidente”. Ambedue svol-gono il ruolo, prezioso per le industrie militari-industriali, di“nemici e-sis tenziali”o“sis temici”.L’euforia è di rigore, non solo nei governi ma anche –in Italia –nei giornaliche applaudono l’armonia atlantica ritrovata (eufemismo per egemoniastatunitense). Rilanciare la Nato vuol dire riaccendere gli animi, giustifi c a r eguerre che hanno ucciso civili, non imparare alcunché dai fallimenti in Af-ghanistan, Iraq, Somalia, Siria, Libia, e per quanto riguarda Parigi nel Sahele nel Sahara. All’inizio di giugno l’operazione francese Barkhane, cui si e-rano associati nel 2018 alcuni Paesi Ue, è stata sospesa.Restano da indagare gli impegni di riarmo assunti nell’epoca Conte, madi certo il successore ha impresso una svolta nella politica estera italiana. Simoltiplicano le critiche di Palazzo Chigi alla strategia cinese dei governiConte: nel mirino l’adesione alla Via della Seta, invisa negli ambienti Nato.I tecnici più fedeli a Draghi incitano a un indurimento dei rapporti con Mo-sca, anche quando non hanno alcuna esperienza diplomatica (è il caso delbanchiere Franco Bernabè, intervistato a Otto e Mezzo). Completano l’o p e rala promessa di ulteriori aiuti alle guardie costiere libiche, e l’appoggio in-condizionato a quella che Biden chiama la “sacra obbligazione”dell ’Allean -za atlantica (alleanza che “consente agli Stati Uniti di avere un posto a ta-volaanche quando si tratta di affari europei”, scrive opportunamente SergioRomano sul C o r r i e re ).Per la verità è da tempo che i governi dell’Unione europea partecipanoalla resurrezionedell ’Alleanza, deltutto anomala se si considera che laNato nacque per contenere l’Urss eche quest’ultima s’è dissolta nel 1991assieme al Patto di Varsavia. NeiTrattati è scritto che l’Ue “promuovela pace”(articolo 3), ma il rappre-sentante della sua politica estera Jo-sep Borrell ha detto nel 2020 che“per silenziare i fucili abbiamo sfor-tunatamente bisogno di fucili (…)La sicurezza dei nostri amici africa-ni è la nostra sicurezza”.Biden ha riscoperto la centralitàstrategico-militare dell’Europa equel che le chiede è chiaro: resisten-za all’espansione commerciale omilitare di Cina e Russia; allinea-mento incondizionato a future ini-ziative statunitensi diregime chan-ge a Est dell’Unione (Ucraina, Bie-lorussia, Georgia); partecipazione amissioni antiterrorismo dopo il ri-tiro dall’Afghanistan. Draghi sem-bra deciso ad assecondare la nuovaguerra fredda, dopo aver appeso nelvuoto i suoi due“pilas tri”: europei-smo e atlantismo.Lo strumento cui l’Ue ricorreràper contribuire a queste strategie diallineamento si chiamaEu rope anPeace Facility(EPF), adottato il 22marzo dal Consiglio europeo. L’in -vestimento iniziale ammonta a 5miliardi di euro. Si tratta, scrive Mi-chael Peel sul Financial Times,dell ’ “espansione più significativasin qui operata negli sforzi europeidi proiettarehard powere in-fluenzare i conflitti alle frontieredell ’Est e in Africa”.I giornali e i notiziari tv nonpossiedono neanche un gram-mo di memoria e di prudenzapolitica, dunque esultano da-vanti alla doppia resurrezione:quella della Nato, data per “cere -bralmente morta”da Macronnel 2019, e quella dei nemici “si -s temici”di cui la Nato ha biso-gno per continuare a esistere,cioè Russia e Cina. Per adattarsia quest’ennesima restaurazioneil Movimento 5 Stelle che in pas-sato aveva criticato la Nato siravvede, e quasi quotidiana-mente si proclama europeista eatlantis ta.Eppure non era sempre que-sto il clima, quando finì la primaguerra fredda. Nel 1998, 10 sena-tori Democratici e 9 Repubblica-ni americani si opposero ai primiallargamenti della Nato a estdell ’Europa. Washington e Berlino avevano promesso a Gorbaciov di nonestendere l’Alleanza, in cambio della pacifica riunificazione tedesca, ma ipatti furono presto violati. Fu la prima goccia di veleno iniettata nei nostrirapporti con il Cremlino. Un veleno che oggi non serve ad altro che a raf-forzare l’alleanza Mosca-Pechino.Russia e Cina sono osteggiate per diversi motivi: la Cina è la seconda po-tenza economico-finanziaria del pianeta, la Russia ha perfezionato i propriarmamenti dopo l’espulsione dal G-8 e l’interventismo occidentale ai propriconfini, in Georgia e Ucraina. A ciò si aggiunga la selettiva offensiva Nato suidiritti umani (la persecuzione dei musulmani Uiguri in Cina è un crimine,ma non lo è quella dei musulmani nel Kashmir indiano). Russia e Cina sonoinoltre accusate di interferire nei processi democratici –elezioni Usa, Brexit–come se la vittoria di Trump e dei Brexiteers fosse colpa di hacker russi ecinesi e non frutto inevitabile del declino delle democrazie e di precisi fal-limenti dell’Ue .I nemici esistenziali servono a molte cose, anche se promettono più in-sicurezza per tutti. Tra il 1989 e il 1990, Georgij Arbatov, consigliere diplo -matico di molti governi sovietici, ci minacciò: “Vi faremo, a voi occidentali,la cosa peggiore che si possa fare a un avversario: vi toglieremo il nemico”.Aveva visto giusto. Il complesso militare-industriale in Europa e Stati Unitiboccheggiò, disperò. Alcuni governi –tra cui il Conte-2 –trovarono il co-raggio di smettere l’invio di armi all’Arabia Saudita, per frenare la guerra inYemen. Ma la parentesi di “morte cerebrale”non era tollerabile per la Natoe per Washington. I popoli ovviamente non vengono consultati, visto che icosiddetti populisti sono per ora neutralizzati, almeno in Italia.