Nobel per la Pace 2021

La decisione del comitato norvegese di assegnare il Nobel per la pace alla giornalista filippina Maria Ressa e al russo Dmitrij Muratov lega indissolubilmente la Pace con l’Informazione.

Dmitrij Muratov è il direttore della Novaja Gazeta di Mosca, il giornale d’inchieste di Anna Politkovskaja, la cronista uccisa nel 2006, mentre Maria Ressa è la fondatrice del sito Rappler che da anni indaga sugli abusi del presidente filippino Rodrigo Duterte nella sua sanguinosa guerra alla droga, subendo la rappresaglia continua del potere.

Con questo premio si riconosce che l’informazione da un lato fornisce agli individui gli strumenti informativi per conoscere e capire, permettendo di esercitare davvero il diritto di cittadinanza; dall’altro sorvegliando il potere che legittimamente si è conquistato.

Mi ha colpito il commento di Dmitrij Muratov. Incontrando i giornalisti davanti all’ingresso moscovita della redazione di Novaja Gazeta, il giornale russo che ha cofondato e che dirige dal 1995, ha chiaramente detto che il Nobel per la pace che gli è stato conferito il Comitato norvegese non è suo, ma dei suoi colleghi assassinati per le loro inchieste scomode: “E’ il premio di Anna Politkovskaja, Igor Domnikov, Jurij Shchekochikhin, Nastja Buburova, Stas Markelov, Natasha Estermirova. È il premio di tutti i nostri giornalisti caduti che hanno sacrificato la vita per il loro mestiere.

Il mio pensiero torna all’incontro che organizzammo il 5 luglio 2003 a Orciano di Pesaro con Olivier Dupuis, a quel tempo europarlamentare molto attivo contro la guerra in Cecenia. Organizzammo l’iniziativa proprio per parlare della situazione nel Caucaso e per sostenere l’impegno della giornalista Anna Politkovskaja, uccisa tre anni dopo.

A tutti i giornalisti che hanno perso la propria vita per raccontare il potere vanno dedicate le parole delle motivazioni del Premio Nobel: “Per i loro sforzi nel proteggere la libertà di espressione, condizione necessaria per la democrazia e una pace duratura. Senza, sarà difficile promuovere con successo la fraternità tra le nazioni”.