mercoledì 29 Aprile 2026
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La crisi in Romania

La Romania sta attraversando un periodo molto difficile, con la crisi energetica che si somma all’aumento dei contagi e delle morti da Covid-19, mentre i leader politici sono occupati a litigare per la formazione del nuovo governo”, scrive il Financial Times. Sei giorni dopo la mozione di sfiducia che aveva fatto cadere l’esecutivo del liberale Florin Cîțu, l’11 ottobre il presidente Klaus Iohannis ha dato l’incarico di trovare una nuova maggioranza a Dacian Cioloș, leader del partito centrista e liberale Usr, ex primo ministro ed ex commissario europeo, che però il 20 ottobre non ha ottenuto la fiducia in parlamento. Chiunque governerà dovrà affrontare una gravissima crisi sanitaria: i numeri dei contagi e dei decessi sono i più alti dall’inizio della pandemia, il tasso di vaccinazione supera di poco il 30 per cento (tra i più bassi in Europa) e gli ospedali sono pieni. La situazione era prevedibile. Si sapeva che molti romeni erano contrari ai vaccini e la propaganda no vax ha avuto grande copertura in tv, oltre a invadere i social media.

Ion Ionita, analista politico, così commenta: “E’ un circolo vizioso. La Romania non ha un governo, e quindi non può varare le misure per affrontare il Covid-19 e i problemi energetici. La crisi politica potrebbe durare a lungo. E portare a elezioni anticipate. A questo vanno aggiunti i vecchi problemi del paese, legati alla corruzione e alla necessità di approvare riforme nel settore amministrativo e giudiziario”.