lunedì 15 Aprile 2024
Politica locale

Il Pd: «Aguzzi si dimetta» Lui: «Non ci penso proprio»

Nel giorno dell’insediamento della giunta Acquaroli 2.0, ecco servito lo scontro a distanza tra il capogruppo Pd Maurizio Mangialardi e l’assessore regionale alla Protezione civile Stefano Aguzzi. È nato tutto dopo la mozione di sfiducia presentata in Consiglio dai dem – e sottoscritta anche dalla capogruppo del Movimento 5 Stelle, Marta Ruggeri – per chiedere le dimissioni dello stesso Aguzzi, reo per il Pd di una gestione «superficiale, pressapochista e non adeguata» della prima emergenza post alluvione del 15 settembre. Secondo i promotori dell’atto (articolato in sei punti presentati dal consigliere Romano Carancini, ndr), un’altra gestione probabilmente non avrebbe mutato le cose per i danni a case e imprese, ma invece una diversa gestione della fase di allerta «forse avrebbe aiutato le persone». In particolare le opposizioni contestano all’assessore anche il fatto di essere arrivato quella sera alla Sala operativa unificata permanente (Soup) solo dopo mezzanotte mentre il disastro meteorologico e idrogeologico stava maturando «dalle 17», perché impegnato in un evento elettorale a Senigallia.Per Mangialardi è emerso anche «un fatto politico: il presidente in occasione del Consiglio straordinario (quello del caso-Ciccioli, ndr) non ha voluto affrontare le modalità di gestione di quella fase ma è stata certificata per inadeguatezza dal fatto che lo stesso presidente ha chiesto una Commissione d’indagine sulla struttura che gestisce e che evidenzia una carenza nel percorso. Non si scarica sui tecnici – ha aggiunto – quando i politici non adempiono ai propri obblighi», puntando il dito sugli assessori regionali in campagna elettorale per le Politiche del 25 settembre, «tra i quali Aguzzi: non era il caso che si candidassero, che facessero campagna elettorale, sarebbe stato prudente togliere la delega alla Protezione civile in campagna elettorale». Pronta la replica del diretto interessato, l’assessore in quota Forza Italia, all’ex sindaco di Senigallia: «Io non penso minimamente alle dimissioni – ha chiarito -. È legittimo che un’opposizione ponga una mozione di sfiducia, ma io penso che non dovremmo speculare su queste vicende». Quindi la stilettata a Mangialardi: «Se io volessi rilanciare, cosa che non ho mai fatto fino ad oggi perché ho sempre espresso solidarietà all’allora sindaco Mangialardi per quanto avvenne nel 2014 in una situazione similare, io potrei sfidarlo dicendo ‘rinuncia alla prescrizione’. Mangialardi ha un processo in corso (è rinviato a giudizio per inondazione colposa per l’alluvione che nel 2014 colpì Senigallia, ndr) che sta per andare in prescrizione, quindi rinunci e si faccia giudicare. Se è sereno e tranquillo e chiede conto a me si faccia giudicare», ha insistito Aguzzi.