mercoledì 29 Aprile 2026
Sanità/Salute

Per la prima volta un tribunale riconosce che i Pfas possono provocare il cancro: “Morto un operaio”

Per la prima volta un tribunale ha certificato che un decesso possa essere collegato alla contaminazione da Pfas, i perfluorati derivanti da trattazioni chimiche. Si tratta della morte di Pasqualino Zenere, che ha lavorato come operaio alla Miteni di Trissino, in provincia di Vicenza, dal 1979, quando l’azienda era ancora la Rimar dei Gruppo Marzotto, fino al 1992.

Il decesso nel 2014

Zenere è deceduto nel 2014, in seguito a un tumore della pelvi renale. Lo scorso martedì il Tribunale di Vicenza ha emesso una sentenza storica, che dà ragione agli eredi dell’uomo, i quali avevano fatto causa all’Inail: Zenere è la prima persona che un giudice riconosce deceduta a causa dell’esposizione ai Pfoa e Pfos, che l’operaio avrebbe respirato, ingerito e che sarebbero entrati a contatto con la sua pelle durante l’orario di lavoro.

“Si tratta della prima sentenza in assoluto su questo tema, calata su un caso specifico, preciso e documentato”, ha spiegato l’avvocato Adriano Caretta, che oltre a tutelare la famiglia di Zenere porta avanti la causa per conto dell’Inca Cgil di Vicenza.

La documentazione riguarda sia le mansioni di lavoro svolte sia il nesso tra queste e la malattia che ha portato al decesso. Questa sentenza non agisce sulle responsabilità, ma sulla correlazione tra lavoro e malattia.

Una contaminazione per 350mila persone

La sentenza arriva nei giorni in cui davanti alla Corte d’Assise del Tribunale di Vicenza si sta concludendo il processo ai 15 manager della Miteni, accusata di essere la fonte della contaminazione da Pfas che ha colpito 350mila persone residenti nelle province di Vicenza, Padova e Verona.