Conferenza per l’Ucraina a Roma, annunciati 10 miliardi di investimenti
Distruzione e ricostruzione
La conferenza di Roma sulla ricostruzione dell’Ucraina, dove sono arrivate centinaia di delegazioni di Stati e di imprese, si è aperta ieri dopo una notte di attacchi su Kiev da parte della Russia. La premier italiana Giorgia Meloni e la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, insieme ai partner internazionali, hanno annunciato impegni per oltre 10 miliardi di euro. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha chiesto un uso più incisivo dei beni russi congelati e nuove forniture di armi difensive (Euronews). Per l’ambasciata russa in Italia, la conferenza ha mostrato “l’avidità e l’ingordigia” dell’Occidente (Ansa).
- Sono stati siglati circa 200 accordi in tema di difesa, gas naturale liquefatto e sostegno all’export. Inoltre, investimenti per la ricostruzione potranno essere sbloccati con garanzie e sovvenzioni dell’European Flagship Fund for the Reconstruction of Ukraine (Corriere).
- Circa 40 accordi riguardano l’Italia, in particolare aziende come Leonardo, Fincantieri, Eni e Snam. Kiev ha incassato anche una dichiarazione di intenti con l’Italia e la Banca di sviluppo del Consiglio d’Europa, per un fondo aggiuntivo che risarcirà i proprietari di abitazioni distrutte dalla guerra (Avvenire).
Sostegno armato Alla riunione dei Volenterosi, svoltasi a margine della conferenza, per la prima volta hanno partecipato gli Stati Uniti, con l’inviato speciale per l’Ucraina Keith Kellogg. La coalizione avrà un quartier generale a Parigi, guidato congiuntamente da Francia e Regno Unito, che si trasferirà a Londra dopo 12 mesi e consentirà contributi militari flessibili da parte delle nazioni partner (Euractiv). Intanto, Londra fornirà all’Ucraina oltre 5.000 missili per la difesa aerea (Reuters) mentre la Germania è pronta ad acquistare dagli Usa sistemi di difesa Patriot per Kiev (Dw).
- Il presidente francese Emmanuel Macron e il premier britannico Keir Starmer, a Londra, hanno annunciato il coordinamento delle rispettive forze nucleari (Ft+) e stretto un accordo per contrastare l’immigrazione irregolare nella Manica (Guardian).
- Su La Stampa+ Nathalie Tocci scrive che è sbagliato contrapporre la conferenza di Roma all’incontro dei Volenterosi: in un contesto di guerra, parlare di ricostruzione ha senso solo in chiave di sicurezza e in entrambi gli appuntamenti c’è una componente di ricerca della pace per via diplomatica.
Faccia a faccia Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che sta valutando nuove sanzioni a Mosca, lunedì farà “una dichiarazione importante” sulla Russia (Bloomberg). Intanto in Malesia, dove è in corso il vertice Asean, il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha incontrato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, con cui ha avuto un colloquio “franco” sulle prospettive negoziali della guerra in Ucraina (Reuters). Rubio ha espresso “delusione e frustrazione” per lo stallo diplomatico (Cnn), ma ha parlato di “nuove idee per i colloqui di pace” da parte di Lavrov (Ap).
