Referendum, l’appello di Zuppi: “Andate a votare, l’autonomia dei giudici essenziale”
L’invito del cardinale presidente della Cei per il 22 e 23 marzo. “C’è un equilibrio tra poteri dello Stato che i padri costituenti ci hanno lasciato come preziosa eredità e che è dovere preservare”
A due mesi dal referendum sulla riforma Nordio, il 22 e 23 marzo, il cardinale Matteo Zuppi entra nel dibattito sulla giustizia. Due anni fa i vescovi italiani si erano schierata con nettezza contro l’autonomia differenziata, e lo stesso Zuppi aveva sollevato qualche dubbio sul premierato, innescando una polemica aperta con la premier Giorgia Meloni. Sulla riforma della giustizia il presidente della Conferenza episcopale italiana è meno diretto, ma mette comunque dei paletti fermi.
“Equilibrio da preservare”
«La separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici e l’assetto del Csm sono temi che, come pastori e come comunità ecclesiale, non ci devono lasciare indifferenti», ha premesso l’arcivescovo di Bologna aprendo ieri il Consiglio episcopale permanente. «C’è un equilibrio tra poteri dello Stato che i padri costituenti ci hanno lasciato come preziosa eredità e che è dovere preservare. Autonomia e indipendenza», ha rimarcato, «sono connotati essenziali per l’esercizio di un processo giusto, e tali valori devono essere perseguiti, pur nelle diverse possibili realizzazioni storiche e pluralità di opinioni e orientamenti».
Appello alle urne
Il presidente della Cei non è stato più esplicito. È consapevole che all’interno della Chiesa italiana, e dello stesso episcopato, le posizioni sono diversificate. L’anziano cardinale Camillo Ruini, ad esempio, ormai aperto sostenitore di Meloni, si è schierato nei giorni scorsi per il sì al referendum. Nel suo discorso al “parlamentino” dei vescovi italiani, Zuppi ha però insistito con forza sull’appello a non disertare le urne. «In un clima generale di disimpegno, che affiora ogni volta che siamo convocati alle urne – ha notato – sentiamo l’esigenza di ribadire l’importanza della partecipazione. Tutti noi parteciperemo, perché corresponsabili del bene comune del nostro Paese. Invitiamo quindi tutti», ha proseguito il capo dei vescovi, «ad andare a votare, dopo essersi informati e aver ragionato sui temi e sulla posta in gioco per il presente e per il futuro della nostra società, senza lasciarsi irretire da logiche parziali».
Scuole, suicidio assistito, migranti
Zuppi ha toccato molti altri temi, dal rinnovato no al suicidio assistito all’apprezzamento per il buono varato dalla maggioranza a favore delle scuole paritarie cattoliche, dalla preoccupazione per i femminicidi e l’accoltellamento letale in una scuola di La Spezia al dolore per l’ultimo naufragio nel Mediterraneo.
Alla ricerca di un ampio consenso
Quanto alla riforma della giustizia, l’augurio del presidente della Cei è, comunque, «che continui, anche dopo il referendum, l’attenzione sull’esercizio concreto della giurisdizione nel nostro Paese, snodo importante per la custodia del bene comune e il perseguimento della giustizia, che soffre di molte difficoltà. Su questi temi, come su tutti gli altri che interessano la nostra convivenza, ci auguriamo che sia sempre vivo un dialogo responsabile e costruttivo tra le forze sociali e culturali e le diverse parti politiche», ha detto Zuppi, «nella ricerca del massimo consenso possibile attorno a soluzioni di bene».
