sabato 5 Settembre 2026
Ambiente

Stephen Markley: “Petrolio e gas hanno distrutto il pianeta. Il Diluvio si avvicina”

“Per vincere la battaglia contro il cambiamento climatico non basta combattere l’inquinamento dell’atmosfera della Terra, bisogna affrontare anche l’inquinamento dell’informazione, che sta distruggendo il vero giornalismo, inondandoci di propaganda e fake news”. È il monito di Stephen Markley, il giornalista e scrittore americano che ha impiegato dieci anni a scrivere Diluvio, il romanzo distopico sul futuro prossimo venturo diventato un best-seller mondiale, pubblicato in Italia da Einaudi nel 2024 e basato su rigorose ricerche su dove sta andando il nostro pianeta: una fantascienza o fantapolitica che descrive una situazione sempre più realistica, fra incendi selvaggi, inondazioni e uragani. Lo sentiamo al telefono dall’Ohio, sua regione di origine.

Buongiorno Stephen, com’è il tempo oggi a casa sua?

“Non male, un po’ di pioggia, primo sollievo dopo un lungo periodo di afa e umidità spaventose”.

È stata una lunga estate calda…

“L’ho trascorsa in gran parte in Europa e ho visto con i miei occhi le ondate di calore in Italia e in Francia”.

Ci eravamo parlati un anno e mezzo fa, nei giorni in cui bruciava Los Angeles. Ora brucia l’Europa. Ha visto le foto dei parchi e dei giardini di Londra tutti gialli?

“Sì, le ho viste e non mi sorprendono, perché è il mondo che predico da molto tempo. Quello che è successo questa estate è un assaggio di quello che ci aspetta nelle prossime. Dobbiamo metterci in testa che quella del 2026 non è una brutta estate, potrebbe essere l’estate migliore che avremo avuto nel resto delle nostre vite, perché ognuna delle successive sarà peggiore”.

Nel gennaio 2025 aveva previsto che con il ritorno alla Casa Bianca di Donald Trump, accanito negazionista del cambiamento climatico, gli sforzi della comunità mondiale per fermare l’aumento della temperatura terrestre avrebbero incontrato nuovi ostacoli: è andata così?

“Trump e il partito repubblicano sono stati ovviamente terribili per il cambiamento climatico, facendo di tutto per aggravarlo. Ma al tempo stesso le loro azioni non hanno rallentato la transizione globale verso le energie sostenibili, le batterie solari e le pale eoliche: basti pensare che ora negli Stati Uniti si registra una grande corsa verso le energie rinnovabili. Sono stati ascoltati gli appelli degli ambientalisti, ma forse perché le energie sostenibili costano meno e funzionano meglio”.

In un articolo su Repubblica, lo scrittore italiano Antonio Scurati ha descritto questo mese di agosto come un’apocalisse. Siamo ancora in tempo a scongiurarla?

“Sebbene la situazione sia molto grave, abbiamo ancora ragioni per non disperare. Avremo inevitabilmente altre brutte notizie dal clima. Ma ogni decimo di grado di calore che riusciamo a diminuire farà la differenza per miliardi di vite umane. Ogni piccolo progresso che realizziamo verrà sentito dalle generazioni future. E, per la prima volta da quando il cambiamento climatico è diventato un problema, l’economia è dalla nostra parte, perché i vantaggi economici dell’energia sostenibile sono sempre più evidenti”.

È come una guerra contro una specie aliena che minaccia la Terra?

“Sì, ma purtroppo quella specie aliena siamo noi, perciò è ancora più difficile combatterla. Ed è difficile perché l’industria delle energie fossili, del petrolio, del gas, ci ha disinformati per decenni sulle conseguenze devastanti per il pianeta, davvero apocalittiche, dei loro carburanti. Ora vogliono farci credere che è possibile adattarsi al cambiamento climatico, conviverci, ma la violenza del cambiamento è così estrema che non potremo più funzionare come società, come pianeta, se non lo blocchiamo invertendo la rotta”.

Possibile che davanti a quanto sta accadendo ci sia ancora gente che non crede all’effetto serra?

“È possibile perché, oltre ai veleni fossili che inquinano l’atmosfera della Terra, un altro avvelenamento è in corso: quello dell’informazione. Il tecnocapitalismo odierno ha degradato il buon giornalismo, la spazzatura e le fake news hanno sostituito i fatti e la realtà, i social media spacciano con disinvoltura ciò che è falso per verità. Perciò i difensori dell’ambiente, se vogliono vincere questa battaglia, devono combattere non solo contro l’effetto serra nell’atmosfera terrestre, ma anche contro l’effetto della disinformazione nei media”.