giovedì 30 Aprile 2026
Medioriente

“L’obiettivo non è Cecilia vogliono lo scambio”

«La palla è nelle mani del governo iraniano: se rilasceranno Mohammad Abedini Najafabadi, Cecilia Sala uscirà. Ma se lo manderanno negli Stati Uniti o lo tratterranno in Italia lei resterà ostaggio e non ci sarà nulla che gli avvocati possano fare».

Mohsen Sazegara sa di cosa parla: di quelle stesse Guardie rivoluzionarie è stato uno dei fondatori. Ex collaboratore dell’Ayatollah Khomeini, si è spostato in seguito su posizioni riformiste: per questo è stato a più riprese arrestato, fino a quando non ha lasciato l’Iran per trasferirsi negli Stati Uniti.

Dottor Sazegara, che significa “violazione delle leggi della Repubblica islamica”?

«Vuol dire che possono accusarla di qualunque cosa. Nel codice penale iraniano ci sono più di 400 articoli: possono dire che i suoi pezzi erano propaganda contro il regime o che ha agito contro la sicurezza nazionale. Qualunque cosa».

L’Iran è in un momento delicato: ha perso due alleati di peso come la Siria ed Hezbollah, è in crisi economica, vede avvicinarsiun’Amministrazione Usa potenzialmente più ostile di quella che c’è ora: perché questa mossa?

«Semplicissimo. Lo scambio con Abedini. Sanno che se lui arriva negli Stati Uniti non possono fare più nulla. Devono fermare il procedimento adesso: e dunque hanno preso un cittadino italiano.

La sua collega è stata sfortunata: se non ci fosse stata lei magari avrebbero preso un turista, accusandolo di spionaggio o chissà di cosa. Il sistema giudiziario in Iran non esiste: esiste quello che decidono i servizi segreti e le Guardie rivoluzionarie».

E il governo? Il presidente Masoud Pezeshkian da quando si è insediato ha avuto un atteggiamento di apertura più chedi contrapposizione verso l’Occidente…

«Non credo conti qualcosa in questa storia. Se Pezeshkian verrà interrogato sul caso, dirà che la magistratura è indipendente. Lo stesso vale per il ministero degli Esteri. E in fondo è vero: non decidono nulla. Questo tipo di azioni non sono nelle loro mani, ma in quelle di servizi e Guardie rivoluzionarie».

Secondo la sua esperienza, cosa dobbiamo aspettarci?

«Se Abedini resta in cella, Sala resta in cella. Se Abedini viene mandato in America, lei resta in cella come lezione agli italiani. Se si arriva a uno scambio, magari anche mascherato, magari una triangolazione: Sala esce».

Perché Abedini è così importante?

«A questo non so rispondere. Non so quale fosse il suo compito né se appartenga ai Guardiani oppure ai servizi segreti. Ma so che entrambi, se i loro uomini in missione vengono arrestati, fanno di tutto per liberarli perché altrimenti nessuno farebbe più missioni pericolose».