giovedì 30 Aprile 2026
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Il “metodo informativo” italiano

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Un attimo dopo lo strappo
da Silvio Berlusconi, Gianfranco Fini è stato attaccato dalla stampa
e dalle tv del Cavaliere.

E’ incredibile come questa
distorsione dell’informazione in Italia sia costantemente ignorata
dagli italiani.
E’ incredibile che un
parlamentare del Pdl, Giorgio Stracquadanio, invochi un trattamento
Boffo (dimessosi dalla carica di direttore di “Avvenire” dopo le
false insinuazioni de “Il Giornale” di Feltri) nei confronti di
Gianfranco Fini e tra gli elettori del Pdl non si sollevi neanche un
ma forse non è giusto…

L’utilizzo da parte di
Berlusconi della “macchina informativa” a proprio uso e consumo
non è nuova, anzi ha già dei tristi precedenti:

  • Indro Montanelli, “un
    giorno considerato il più grande giornalista italiano del XX secolo
    poi, quando ha rifiutato di seguire gli ordini di Berlusconi, subito
    attaccato come un ingrato, una voltagabbana, un vecchio fascista
    camuffato, ecc.
    ”;

  • Umberto Bossi, “ora
    alleato fedele di Berlusconi e quindi trattato con grande rispetto
    dagli organi del Cavaliere, massacrato durante i mesi del cosiddetto
    “ribaltone” quando “tradì” Berlusconi e si alleò con il
    centro-sinistra
    ”;

  • Marco Follini che nel
    2004 era segretario dell’Udc (allora alleato di Berlusconi) che
    dichiarò “La monarchia è finita, deve cominciare La
    Repubblica
    ”. Berlusconi reagì con queste parole: “Marco,
    continua così e vedrai come ti tratteranno nei prossimi giorni le
    mie televisioni. (…) Non fare finta di non capire, la questione
    della par condicio è fondamentale. Capisco che tu non te ne renda
    conto visto che sei già molto presente sulle reti Rai e Mediaset
    ”.
    Follini fece notare che negli ultimi trenta giorni sulle reti tv del
    Premier era stato presente solo per 42 secondi e allora il premier
    rispose: “Non dire sciocchezze la verità è che su Mediaset
    nessuno ti attacca mai
    ”. “Ci mancherebbe pure che mi
    attacchino
    ”. “Eppure se continui così te ne accorgerai”.
    E Follini replicò: “Voglio che sia messo a verbale che sono
    stato minacciato
    ”.

Questo è il “metodo”
di Berlusconi per mettere a silenzio chi non la pensa come lui.
Tuttavia questo “metodo”
non ha nel solo Berlusconi il proprio colpevole: credo infatti che la
responsabilità si debba “spartire” equamente anche con:

  • i “giornalisti”
    che accettano e assecondano questo “metodo”;

  • tutti quei quotidiani
    nazionali che fanno finta che in Italia l’informazione sia libera e
    plurale;

  • tutti quei cittadini,
    quella massa di votanti che non si indignano e che con la loro
    passività condannano il nostro Paese alla deriva etica e culturale;

  • quell’opposizione
    politica che non mette al primo posto della sua agenda partitica la
    soluzione del conflitto di interessi.