mercoledì 29 Maggio 2024
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Corruzione, Rai e Tav

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Ci
sono tre questioni che, se verranno risolte, ci daranno la misura di
quanto l’attuale governo è autonomo oppure ostaggio della vecchia
politica. I tre temi di cui parlo sono la legge anti-corruzione, la
questione Rai e la Tav.

E’
fondamentale che questo governo si impegni per approvare al più
presto una legge anti-corruzione. La corruzione è vista erroneamente
come un problema morale, un “peccato” individuale, mentre si
tratta in realtà di un problema sociale: corrompe il mercato e così
facendo crea disparità tra i cittadini onesti e quelli disonesti.
Come
scrive Roberto Saviano: “Le leggi anti-mafia sono declinate
tutte sulle persone, sull’omicidio, sul racket, sull’associazione,
sul concorso esterno, ma molto poco sui capitali; il capitale
criminale è centrale in questo momento di crisi, quando c’è crisi
le mafie vincono, non perché puntano i fucili o fanno saltare le
auto, ma perché hanno liquidità, quello che più manca
”.
La
legge anti-corruzione introdurrebbe anche il reato di corruzione tra
privati, che oggi è riconosciuto nelle democrazie occidentali (in
Svezia, in Gran Bretagna, perfino in Grecia) ma non in Italia.
In
più occasioni il ministro Cancellieri ha espresso attenzione a
questa legge, è ora che la dimostri anche concretamente, perché
combattere la corruzione significa dar valore al talento e alle
capacità, non alle furbizie.

Lo
stesso ragionamento si potrebbe estendere anche al dibattito RAI che
si è creato in questi giorni. Il governo ha il diritto e dovere di
occuparsene perché avere un servizio pubblico gestito da persone
competenti, e non da dirigenti selezionati per vicinanza politica, è
l’unica condizione che ci possa restituire un servizio pubblico
televisivo competente e obiettivo.

Quanto
al progetto dell’alta velocità, sarebbe opportuno che il governo
rivedesse la propria posizione riflettendo sui rischi di
infiltrazione mafiosa che cantieri di così grandi dimensioni portano
con sé. Così come il governo Monti ha avuto il coraggio di dire di
no alle Olimpiadi di Roma, allo stesso modo dovrebbe riaprire la
discussione sui lavori in Val di Susa.