lunedì 27 Maggio 2024
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Verso il Referendum No Triv

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Tutti
i No Triv a Roma per organizzare la stagione referendaria

Il 30 Settembre
scorso è accaduto qualcosa di unico e straordinario nella storia
dell’Italia Repubblicana: la pressione esercitata da oltre 200
associazioni, comitati, movimenti territoriali e personalità della
cultura e delle scienze, che danno lustro al nostro Paese, ha spinto
le Assemblee di metà delle Regioni italiane a deliberare, in modo
pressoché unanime e trasversale,la
richiesta di sei quesiti referendari contro le trivelle in mare e su
terraferma
.

Superato
positivamente il duplice controllo della Cassazione e della Corte
Costituzionale, i cittadini potranno così riappropriarsi del
diritto, spesso negato, di decidere di se stessi e del futuro dei
rispettivi territori.

Con
il deposito in Cassazione delle istanze referendarie, le 200
associazioni firmatarie dell’appello alle Regioni possono
rivendicare, con orgoglio, di aver raggiunto un primo prezioso
obiettivo: una volta ritenuto ammissibile, il referendum dovrà
essere celebrato nella primavera del 2016, a meno che – cosa alquanto
improbabile – il Governo decida di abrogare le norme oggetto dei
quesiti.

Siamo
arrivati fin qui perchéle politiche governative, tese a
riaccentrare nelle mani dello Stato la potestà energetica ed ogni
facoltà che ne derivi (ne sono palesi esempi lo “Sblocca Italia”
e la ormai imminente revisione del Titolo V della Costituzione),hanno di fatto spogliato i territori di ogni possibilità di
autodeterminazione, relegandoli a meri esecutori di strategie
ambientali spesso preistoriche
.

I
quesiti referendari hanno, così, questo preziosissimo scopo: pur non
potendo da soli risolvere l’intera questione legata alle
trivellazioni petrolifere (che interessa anche le acque non
territoriali, i Paesi transfrontalieri, la legislazione europea,
ecc.),mirano ad una
ridefinizione complessiva del rapporto Stato-Regioni e ad evitare che
alcuni procedimenti di VIA
,
accelerati in questi giorni nella nuova “era fossile”,giungano
a rapido compimento
nonostante il parere contrario, diffuso e pressoché unanime, delle
popolazioni territorialmente interessate.

Proprio
la gravità della situazione di alcuni procedimenti, ormai prossimi
ad approdare allo stadio di permesso o di concessione, ci ha
costretti a chiedere alle Regioni di approvare una Legge che inibisca
ogni attività legata agli idrocarburi nel limite delle 12 miglia
marine dalle linee di costa e dalle aree naturali protette. Sintomo
di una situazione ormai indifferibile.

Proprio
per queste ragioni -ne siamo consapevoli tutti-il
referendum non è un punto di arrivo ma un punto di partenza
.
Ha necessità di consolidarsi, mettendo radici profonde nella
coscienza collettiva del Paese, attraverso un percorso chiaro,
condiviso e partecipato, in cui il ruolo di motore e di guida deve
restare saldamente in mano ai movimenti, alle associazioni e ai
comitati.

Come
già accaduto nel recente passato, è importante che a concorrere al
raggiungimento dell’obiettivo finale siano chiamati, avvertendone la
responsabilità, anche altri soggetti, ciascuno nel rispetto di ruoli
e funzioni:

le Regioni,
in un regionalismo fedele allo spirito della Costituzione, che
restituisca loroun
ruolo strategico di “collegamento” tra Stato e periferie, in un
rinnovato ed autentico rapporto con i territori;

il mondo
dell’Associazionismo tutto
,
per riaffermare il diritto alla partecipazione dalbasso
alle scelte che interessano noi tutti e per inaugurare una nuova
stagione di solidarietà ed emancipazione politica e culturale;

le forze
politiche
, chiamate
trasversalmente a sostenere la campagna referendaria contro le
trivelle e a farsi portatrici, operose e concrete, delle istanze nei
luoghi della rappresentanza;

le
organizzazioni sindacali dei lavoratori
che
vogliamo al nostro fianco per ribadire la necessità di un
cambiamento profondo nella struttura economica e sociale del nostro
Paese, e dell’indifferibilità di un processo di riconversione
ecologica del sistema produttivo;

le associazioni
degli operatori economici
dei
settori del turismo, della pesca, dell’agricoltura e della zootecnica
che, destinati a soccombere in caso di trasformazione in distretti
minerari di vaste aree del Paese, hanno più di un motivo per
reclamare un futuro più “green” della nostra economia;

gli operatori
del mondo della scuola
,
formatori delle menti del futuro sulle cui capacità di inventiva e
sulla cui operosità facciamo affidamento, malgrado e contro la
“Buona Scuola”, per il definitivo superamento delle
storture e delle gravi ingiustizie dell’attuale sistema
economico-sociale;

alle donne ed
agli uomini del mondo della scienza e della cultura
,
a cui chiediamo di tener sempre vivo il fuoco del desiderio di
conoscenza critica, rinnovata consapevolezza ed operosità, senza il
quale nessuna transizione energetica potrà mai aver luogo.

Il
referendum può fare breccia nel cuore e nelle menti di un Paese
spesso “distratto” solo a patto che tutti questi soggetti
comprendano la portata storica degli equilibri da ridefinire e
diventino protagonisti di questo percorso. SE REFERENDUM SARA’, IL
REFERENDUM SARA’ DI TUTTI.

Ci
attende una lunga stagione di impegno e passione: c’è molto ancora
da fare!

Il
traguardo è ambizioso, impegnativo ma a portata di mano: salvo
pronunciamenti sfavorevoli da parte della Cassazione e della Corte
Costituzionale, dovremo dimostrarci capaci diportare alle urne la
metà più uno delle Italiane e degli Italiani aventi diritto al
voto
.

E’
giunto il momento di incontrarsi, confrontarsi e discutere sulle
scelte operative e sui prossimi passi da compiere.

Incontriamoci
dunque domenica 8 novembre, dalle ore 10:00 fino alle ore 17:00
circa, a Roma, presso lo storico “Parco delle Energie”
(Centro Sociale ex-SNIA, in Via Prenestina 173)
,
per iniziare questo splendido percorso.

Di
seguito, in termini generali, la proposta di O.d.G della giornata,
che verrà sottoposta al vaglio dell’Assemblea:

a)
Valutazione della proposta complessiva emergente dall’analisi dei
singoli quesiti, e individuazione delle modalità di gestione della
campagna referendaria;

b)Formazione
di uno (o più) gruppo/i di lavoro nazionale/i per:

-l’organizzazione
complessiva della campagna referendaria;

-l’elaborazione
di un vademecum informativo e dei materiali generali;


l’organizzazione di un ufficio comunicazione e stampa;

c)Formazione
dei gruppi regionali per garantire il funzionamento delle reti locali
in sinergia con le reti nazionali;

d)Individuazione
dei criteri di raccolta fondi per garantire un’adeguata operatività
delle iniziative (manifesti, volantini, spostamenti per convegni,
assemblee, ecc.);

e)Formazione
di un gruppo di coordinamento delle iniziative locali e nazionali per
favorire il potenziamento sinergico tra lotte su singole vertenze e
referendum, ed il collegamento con i coordinamenti che stanno
sorgendo in tutta Italia sia per contrastare le riforme
costituzionali sia per contribuire alla raccolta delle firme per
altri referendum (Italicum, Scuola, Job Act, ecc.).

Vi
invitiamo a condividere il presente invito con chiunque voglia
diventare protagonista di questo percorso e a comunicare
all’indirizzo di posta elettronicareferendumnotriv@gmail.comla partecipazione all’Assemblea Nazionale di domenica 8 novembre.

LEGGI
L’APPELLO
EDIL
FOCUS SUI QUESITI REFERENDARI

INFO
UTILI:RAGGIUNGERE
IL PARCO DELLE ENERGIE

Roma,
26 ottobre 2015

Coordinamento
Nazionale No Triv