Consiglio comunale di Mondavio del 25 novembre 2016

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Nel giorno in cui si celebra un po’ dappertutto il Black Friday, a Mondavio è in programma il sesto consiglio comunale dell’amministrazione Zenobi. Ma mentre negozi e promozioni on line vengono prese d’assalto fino all’ultima offerta, i nostri consiglieri non devono certo temere un’invasione di massa dei cittadini mondaviesi nella sala municipale.

Alle
21.15, ora della convocazione in seduta ordinaria, non è presente
nessun altro spettatore oltre a chi scrive, e questo per la terza
volta consecutiva dall’inizio del mandato del nostro consiglio
monolista. All’ora stabilita i consiglieri seduti ai propri posti
sono già otto e alle 21.19 fanno il loro ingresso in sala anche il
sindaco, la vice sindaco e il segretario comunale che fino a poco
prima stavano discutendo nell’ufficio del primo cittadino insieme al
comandante della polizia municipale, che per qualche minuto si
accomoda in platea per assistere alla seduta. All’appello del
segretario Volpini rispondono in dieci su tredici, mancano infatti
Pasquini e Simoncelli (entrambi alla loro prima assenza) e ovviamente
Mancinelli, alla sua quarta defezione consecutiva; gli scrutatori
nominati dal sindaco sono invece Secchiaroli, Berti e Bigelli.

Il
primo punto dei nove previsti per la serata è la consueta
approvazione dei verbali della seduta precedente, che ottiene
l’unanimità dei presenti.

Anche
il secondo punto prevede un altro classico degli ordini del giorno,
cioè le comunicazioni del sindaco: Zenobi informa i consiglieri di
aver effettuato il giorno precedente un sopralluogo ai lavori del
ponte sul fiume Cesano con il presidente della provincia di Pesaro e
Urbino. A suo dire i lavori sono a buon punto anche se hanno subìto
qualche ritardo e proprio il giorno prima è stata posizionata la
prima delle tre travi che compongono l’attraversamento dell’asse
fluviale, quella “dal lato sponda Pesaro”. “Da qui a Natale”
dovrebbero essere posizionate tutte e tre le travi (le due laterali
da 33 metri e quella centrale da 40), mentre a gennaio dovrebbero
essere effettuati i lavori di muratura in calcestruzzo, per il cui
fissaggio e tiratura si dovranno attendere circa 30 – 35 giorni.
Teoricamente entro la fine di febbraio i lavori dovrebbero essere
conclusi, ma il sindaco ricorda che “son mesi che pisto per la
sistemazione del tratto stradale dal ponte alla 424” che è molto
“ammalorato” e che a tal proposito ha ricevuto il giorno prima
delle rassicurazioni da parte di entrambe le province coinvolte,
quindi salvo urgenze regionali le economie sul progetto dovrebbero
poter essere utilizzate per la variante dei lavori. L ‘altra
comunicazione riguarda il progetto culturale del teatro sul quale
hanno “creduto molto come amministrazione”: proprio il giorno
successivo si svolgerà il primo spettacolo della rassegna curata da
ragazzi del territorio che hanno portato anche una serie di migliorie
alla struttura. Sarà un’occasione per riaprire il teatro a
conclusione dei lavori di ristrutturazione e ripristino della
sicurezza effettuati dopo il terremoto del 24 agosto. Sono stati
fatti dei lavori di tinteggiatura della sala e del corridoio di
ingresso che purtroppo presentano sempre la parete “ammalorata”
(e due) da problemi di umidità. Bigelli chiede informazioni
sull’attuale tratto di strada per il ponte, il primo cittadino
risponde che dovrebbe essere completamente smantellato: il ponte
Bailey dovrà essere restituito alla provincia di Bolzano, le sponde
andranno ripristinate e successivamente le corsie, che deviavano dal
percorso originale su terreni temporaneamente espropriati, verranno
eliminate e quindi “dopo cinque anni” (che in realtà sono sei,
n.d.A.) si potrà vedere la conclusione di questa vicenda.

La
terza delibera prevede la ratifica dell’atto della giunta comunale n.
101 del 29 settembre 2016 avente ad oggetto una variazione al
bilancio di previsione. Zenobi cede quindi la parola a Morico, che
spiega come sia stato necessario provvedere ai lavori di sistemazione
della parte superiore del teatro Apollo; inizialmente sembrava che
l’intervento dovesse essere meno invasivo e meno impegnativo
economicamente, ma poi si era evidenziata la necessità di dover
intervenire su tutta la parte che sta tra il controsoffitto e il
tetto del teatro. Per fronteggiare tempestivamente tale intervento,
ormai concluso, è stato necessario ricorrere alla delibera di giunta
per l’utilizzo dell’avanzo di bilancio e tale tempestività, a detta
dei tecnici, ha permesso che non si verificasse qualcosa di peggio
quando c’è stata la seconda scossa di terremoto. Non essendoci
interventi da parte dei presenti si passa alla votazione della
delibera, alla quale sono tutti favorevoli.

Il
quarto punto è nuovamente esposto da Morico e riguarda la variazione
al bilancio di previsione dell’esercizio finanziario 2016/2018. La
vice sindaco desidera affrontare subito la variazione relativa alla
parte corrente, che sostanzialmente consiste in variazioni alle
singole voci di bilancio dovute all’accertamento nel corso dell’anno
di “maggiori o minori entrate” con la revisione dei relativi
importi nei vari capitoli. Morico non vuole entrare nello specifico
di tutte le voci poiché alcune “spostano veramente di poco”, ma
ricorda per esempio la variazione relativa ai diritti per il rilascio
delle carte di identità (un importo assestato di 2.900 euro contro i
2.400 euro inizialmente previsti), quella all’imposta comunale per la
pubblicità (2.000 euro di maggior introito per un assestato di
17.500 euro) e ai proventi delle colonie estive (assestato definitivo
di 7.200 euro contro i 6.490 euro preventivati). Per quel che
riguarda la gestione della Rocca, si è verificato un ulteriore minor
incasso di 2.000 euro rispetto a quello già preventivato e quindi da
54.000 si passa a 52.000 euro. Ci sono inoltre delle modifiche per
quel che riguarda gli stipendi e altri assegni fissi al personale
della ragioneria dovuti ad una assunzione part-time iniziata più
tardi rispetto al previsto che in questo modo permette una minor
spesa per 2.000 euro. Altri esempi citati da Morico riguardano il
capitolo delle spese per la gestione degli automezzi addetti alla
sistemazione dell’illuminazione stradale (dal quale verrà eliminato
un importo pari a 1.000 euro), l’ottenimento da Aset di contributi
per poter apportare degli sgravi ai tributi (per i quali erano stati
previsti inizialmente 5.000 euro) e la restituzione di entrate e
proventi diversi dovuta ad un eccesso di tassazione effettuata sugli
stipendi di alcuni dipendenti. Le luminarie natalizie per le varie
frazioni, inizialmente non previste, comporteranno una maggiore
uscita per 1.300 euro, mentre per quel che riguarda le sanzioni per
le violazioni al codice della strada la polizia municipale ha già
comunicato un minor introito e quindi dal capitolo relativo verranno
tolti 1.000 euro. Morico passa quindi ad esporre la parte inerente
gli investimenti, in cui le modifiche apportate sono dovute
principalmente ad una necessità che è conseguenza del recente
terremoto: per la chiesa è prevista una ristrutturazione che verrà
effettuata con fondi regionali, ma l’importo non comprende alcun
intervento sul campanile, che a detta dei tecnici che hanno svolto un
sopralluogo presenta la parte interna che regge le campane “molto
ammalorata” (e tre). Non avendo attualmente fondi per la
sistemazione del campanile, è necessario però provvedere
urgentemente ad un primo intervento di messa in sicurezza con un
sistema di chiavi per un costo di 80.000 euro, per i quali è già
stata fatta domanda per accedere ad uno stanziamento statale di cui
però si conoscerà l’esito solo alla conclusione dell’iter della
richiesta. “Fortunatamente” c’è la possibilità di ricorrere al
tesoretto dell’avanzo di amministrazione per la somma di 24.667 euro,
mentre il resto verrà coperto grazie al “bel lavoro fatto di
recente dalla ragioneria” che è andata a rivedere tutte le partite
dei vecchi mutui accesi con la Cassa Depositi e Prestiti che ormai
sono stati restituiti; grazie ai riconteggi finali della ragioneria
si sono evidenziate delle somme in avanzo che potranno essere
utilizzate per l’intervento sul campanile. Zenobi si inserisce “al
volo” nella discussione per aggiornare i presenti sulla situazione
della frana di Cavallara che si è dimenticato di esporre al punto
precedente: nella variazione di settembre infatti sono stati
stanziati anche 20.000 euro per i lavori dei tratti più ammalorati
(e quattro) dalla frana, che sono iniziati da pochi giorni. Sono
stati inoltre stanziati 5.000 euro per spese di investimento per
dotare di lettore di targhe “due punti attualmente di
videosorveglianza”: a San Michele presso l’incrocio tra la
Mondaviese e la 424 e a Mondavio tra via San Francesco e via
Sant’Isidoro, di fronte al monumento. Il sindaco sottolinea che ciò
rientra in un progetto sulla sicurezza fatto in collaborazione con il
comune Monte Porzio. Morico conclude ricordando che dovranno essere
tolti dalla parte degli investimenti anche 7.000 euro di un
contributo per videosorveglianza che non è arrivato. Guiducci chiede
informazioni in merito all’utilizzo dei proventi derivanti dalle
violazioni del codice della strada, Zenobi risponde che a norma di
legge questi vanno ripartiti in quote per interventi legati alla
segnaletica, alla viabilità stradale e alla prevenzione dei pericoli
stradali: ogni anno la giunta comunale è chiamata a decidere la
ripartizione delle quote. Morico riprende la parola per leggere ai
presenti la proposta di variazione di bilancio, evidenziando che
verrà di conseguenza modificato anche il piano esecutivo di
gestione, che verrà garantito il permanere degli equilibri di
bilancio, che il fondo di riserva e quello per i crediti di dubbia
esigibilità ammontano rispettivamente a 19.082,79 e 25.643,03 euro e
che su tutto questo “vi è naturalmente il parere favorevole del
revisore”. Prima della votazione il sindaco ne approfitta per
ricordare ai presenti che una volta approvato il bilancio nel
consiglio, che è la sede istituzionale competente, passa in giunta
lo “spacchettamento” per l’approvazione del piano esecutivo di
gestione che dà a ogni settore i capitoli con le risorse. Avendo
modificato alcuni capitoli di bilancio, ci sarà una “brevissima
giunta” con la quale si comunicheranno i nuovi stanziamenti ai
singoli settori. I presenti sono favorevoli all’unanimità sia alla
delibera sia alla sua immediata eseguibilità.

Il
punto successivo, il quinto, è una comunicazione che non va votata
riguardante delle “variazioni alle dotazioni di cassa del bilancio
di previsione 2016/2018”: il primo cittadino lascia nuovamente la
parola a Morico che provvede a leggere ai presenti la proposta di
delibera, in cui si dà atto che nel bilancio di previsione il fondo
di cassa alla fine dell’esercizio non è negativo, che essendo di
competenza della giunta la votazione non necessita del parere
dell’organo di revisione, che è stato predisposto il prospetto
espressamente previsto, che le variazioni in oggetto garantiscono il
permanere degli equilibri di bilancio e sono coerenti con il
conseguimento del saldo di competenza finale; una copia della
delibera sarà trasmessa alla tesoreria.

Terminate
le discussioni relative al bilancio, si passa alle delibere inerenti
l’urbanistica: il sesto punto all’ordine del giorno riguarda infatti
un “terreno censito al catasto al foglio 19 mappali vari destinati
alla viabilità di via Loreto – accorpamento a demanio stradale ai
sensi della legge n. 448 del 23/12/1998 art. 31 commi 21 e 22”.
Zenobi spiega che si tratta di una pratica avviata “nel lontano
2012” che era già stata discussa in consiglio e alla quale si sono
succedute varie modifiche normative, poi cede il microfono alla vice
sindaco che dal canto suo ricorda come l’inizio della sistemazione di
via Loreto e della sua acquisizione alla proprietà comunale
risalgano a due amministrazioni fa. Vi è stata una deliberazione in
consiglio perché una porzione è già stata acquisita dietro
corrispettivo con relativo atto. In base alla normativa già citata
le aree occupate da strade possono essere acquisite al demanio
comunale se da parte dei proprietari c’è la disponibilità al
riconoscimento di tale occupazione da oltre vent’anni. Nel caso di
via Loreto la prima parte è stata di utilizzo pubblico dagli anni
Settanta, la seconda parte è addirittura sempre stata occupata dalla
strada e recentemente risistemata. Tutti i proprietari interessati,
salvo uno che è risultato irreperibile, hanno dato la propria
disponibilità alla dichiarazione di riconoscimento e alla cessione
gratuita al demanio comunale, quindi i consiglieri sono chiamati ad
esprimersi sull’acquisizione: sarà poi il responsabile del settore
dell’ufficio tecnico con una propria determina a emettere il
provvedimento che permetterà la trascrizione in conservatoria
dell’acquisizione alla proprietà comunale e l’inserimento al demanio
stradale. Le proprietà interessate sono quelle di “Del Moro Onelia
e De Santi Terenzio, Caprini Stefania e Michelizzi Rocco, di
Grottaroli Tiziana, di Fabbri Claudia e Gasperini Donato, di Vitali
Luciano quale legale rappresentante delle Autolinee Cesanensi Vitali,
di Secchiaroli Velia e Cattarini Valeriano, di Costantini Fabiola e
Prussiani Versetta” per un totale di 520 metri quadrati. I
proprietari, sottolinea il sindaco, hanno dimostrato la propria buona
volontà nel risolvere la situazione cedendo gratuitamente le aree
“in cambio” dell’assicurazione della sistemazione della strada
pubblica. La proposta della delibera e la relativa immediata
eseguibilità vengono approvate all’unanimità.

Il
punto successivo recita “approvazione variante n. 4 al vigente
P.r.g. relativa a separazione comparto edificatorio con stralcio di
alcune piccole aree e correzione errori grafici a Mondavio via
Provinciale comportante riduzione di suolo e di carico urbanistico”:
il primo cittadino provvede a ricapitolare velocemente ai presenti
la cronistoria della variante avviata dal consiglio comunale del 9
novembre 2015 e ridiscussa poi nel corso dell’assemblea del 6 luglio
scorso. Dopo l’approvazione in sede consiliare è stato avviato il
procedimento tramite il Suap di Pergola, poi sostituito da quello
dell’Unione Roveresca, e la variante è quindi approdata presso la
provincia che l’ha esaminata e ha espresso il suo parere tramite una
propria determina. Il decreto del presidente della provincia di
Pesaro e Urbino n. 114 del 20 ottobre 2016 ha dato infatti parere di
conformità senza rilievi, circostanza che permette l’adozione
definitiva da parte del consiglio entro 60 giorni dall’approvazione
della variante, pena il decadimento del procedimento. Dopo
l’approvazione, l’ufficio tecnico avrà il mandato di aggiornare le
tavole relative al piano regolatore e dovrà trasmettere la delibera
alla provincia per la chiusura definitiva dell’iter. Zenobi ricorda
che la variante è stata una delle prime discussioni sulle quali c’è
stato un confronto tra consiglieri e poiché non ci sono interventi
passa alla votazione: “per coerenza” Secchiaroli dichiara di
astenersi nuovamente sulla questione, mentre Martino, anch’egli
astenutosi nell’assemblea del 6 luglio, stavolta vota a favore con
gli altri otto.

Dei
due punti rimanenti, l’ottavo e il nono, il sindaco chiede il rinvio
per motivi diversi. Per quel che riguarda l’istituzione del registro
comunale delle dichiarazioni anticipate di volontà relative ai
trattamenti sanitari (il cosiddetto testamento biologico), si tratta
di un impegno preso dalla passata amministrazione il cui obiettivo
era stato affidato ai servizi sociali e demografici. Gli uffici hanno
quindi predisposto la pratica e preparato un ordine del giorno, ma
poiché alla recente riunione preconsiliare non tutti erano presenti
e visto c’è stato poco tempo per valutare una proposta sulla quale
ci possono essere “sensibilità diverse” e che la materia è
soggetta a cambiamenti normativi, al sindaco sembra “quantomeno
opportuno e corretto” discuterne bene tutti insieme e riportare in
consiglio la delibera, anche perché non ci sono obblighi o scadenze
di legge. Anche Morico è favorevole al rinvio sia per i motivi
esposti dal primo cittadino, sia perché nel frattempo c’è in corso
una discussione su un testo di legge di cui non si conosce il
contenuto perché è ancora in commissione. Inoltre è di quattro
giorni prima l’approvazione della convenzione tra il consiglio
notarile e il comune di Forlì per “la regolamentazione dell’iter
per la formazione di questa volontà” nel quale anche il notariato
sta facendo delle proposte al fine di garantire una maggiore
sicurezza sulla capacità del soggetto che esprime la volontà e sul
modo in cui quest’ultima viene mantenuta e trasmessa ai medici.
Morico ritiene quindi molto importante la discussione e
l’approfondimento, anche sugli interventi legislativi. Zenobi
riprende la parola per ricordare che nel regolamento era stata
abbozzata la possibilità di lasciare liberamente la propria volontà
in una busta chiusa alla presenza di testimoni presso l’ufficio
anagrafe, busta che andrebbe poi aperta nel rispetto della normativa
sulla privacy. Il sindaco chiede quindi ai presenti se condividono la
richiesta di rinvio e il consiglio si esprime favorevolmente
all’unanimità.

Il
secondo rinvio, relativo alla “approvazione progetto di fusione
Aset S.p.A. (società incorporante) – Aset holding S.p.A. (società
incorporata)”, nasce da esigenze differenti: come già anticipato
in altri incontri, il sindaco ricorda che il percorso di fusione tra
le due società è stata una scelta del comune di Fano che ne ha
tutta la facoltà poiché è titolare del 97% del capitale. Tuttavia
l’amministrazione di Mondavio, così come quelle degli altri comuni
che fanno parte dell’azionariato, condivide ampiamente questa scelta
perché porterà a delle economie e maggiori possibilità di erogare
dei servizi. Questa fase è stata anche vista dai piccoli comuni come
l’occasione per ottenere alcune delle rivendicazioni fatte nel corso
dei sedici anni di gestione di Aset. Il comune di Fano le ha in parte
accolte e si è scelto di inserirle e riconoscerle lateralmente
all’approvazione del nuovo statuto con l’adozione di patti
parasociali. La partecipazione azionaria rimarrà la stessa perché
legata al patrimonio conferito originariamente all’atto di
costituzione della società, ma visto che negli anni con
l’istituzione dei servizi idrici e di igiene urbana l’apporto
all’utile dell’azienda è cambiato, si è concordato il metodo del
riparto non più per quote azionarie ma in base alla percentuale che
i servizi dei comuni portano al fatturato dell’azienda. Ciò ha
comportato per Fano una riduzione dal 97% al 70%, una differenza che
verrà ripartita tra gli altri comuni soci: per Mondavio la quota
passa dallo 0,23% all’1,33%. Per Zenobi si tratta di un “aumento
minimo”, ma “queste sono le percentuali”. È stata inoltre
indicata la possibilità per i comuni di vedersi riconosciuta la
liquidazione dell’utile, una prassi alla quale probabilmente Fano
ricorrerà per esigenze di bilancio ma che a piccole realtà come
Mondavio non crea una grande differenza: per il primo cittadino “due
o tremila euro in più non cambiavano la vita”, ma c’è comunque la
possibilità di non vedersi riconosciuto l’utile a fronte di un
reinvestimento nel servizio della somma relativa, un aspetto che
Zenobi trova positivo, così come la volontà di Aset di ridiscutere
alcuni punti. Dall’altro lato ci sono situazioni che “un pochino
spiazzano noi comuni” come per esempio “una serie di mutazioni
uniformi al comune capofila” che “ci vincolano” e che Fano può
decidere autonomamente dato che detiene il 97%. Il primo cittadino
sottolinea che ci sono alcuni aspetti dei patti parasociali che vanno
approfonditi e ridiscussi e anche se “ci mettono una gran fretta”
per l’approvazione della delibera, i sindaci hanno deciso di comune
accordo per il rinvio perché si tratta di scelte che vanno ben
chiarite e ponderate visto che comporteranno ulteriori vincoli per
gli anni futuri. Il rinvio viene approvato all’unanimità.

Terminati
i punti all’ordine del giorno, Zenobi conclude anticipando la sicura
convocazione di un nuovo consiglio entro dicembre in cui si riporterà
la delibera Aset se nel frattempo arriveranno i chiarimenti richiesti
al riguardo. Verrà inoltre discussa la convenzione con l’ambito
sociale poiché entro la fine dell’anno si dovrà convenzionare il
funzionamento dell’ufficio comune dell’ambito sociale quantomeno per
piccoli servizi perché la normativa regionale ne impone la gestione
se si vuole la liquidazione del contributo regionale in materia
sociale.

La
seduta viene tolta alle ore 22.16.