giovedì 22 Febbraio 2024
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Messaggio forte sul clima: accordo irreversibile

Il 7 e l’8 luglio prossimi si svolgerà ad Amburgo il vertice dei Paesi europei del G20, nel corso del quale si cercherà di inviare un “messaggio di unità” molto determinato a Donald Trump su cooperazione internazionale e cambiamenti climatici.

Il G20 tedesco cercherà di convincere il presidente statunitense a rispettare gli impegni sul clima, magari ricorrendo a «soluzioni alternative» ancora in fase di studio. All’inizio di giugno Donald Trump ha espresso l’intenzione di ritirare gli Stati Uniti dall’accordo di Parigi, ma occorrono due anni per uscire dal Trattato. Gli europei quindi hanno tempo per arrivare almeno ad un compromesso perché, come ha sottolineato Emmanuel Macron, «è inutile isolare un Paese».

La linea tedesca sembra essere chiara e Angela Merkel ha usato toni più duri del solito: “Il cambiamento climatico è una minaccia esistenziale e dobbiamo affrontare questa sfida, l’accordo di Parigi è irreversibile e non negoziabile. Non possiamo fermarci fino a che l’ultima persona sulla Terra si sarà convinta delle prove scientifiche del cambiamento climatico. Tutti noi intendiamo trovare soluzioni comuni, ma chi pensa di risolvere i problemi con il protezionismo e l’isolamento sbaglia di grosso. La risposta alle crisi in atto, dalle migrazioni al terrorismo fino al cambiamento climatico, esige la cooperazione internazionale“.

La Germania ha concordato la linea negli incontri con la britannica Theresa May, il francese Macron, l’italiano Paolo Gentiloni, lo spagnolo Mariano Rajoy, l’olandese Mark Rutte, la norvegese Erna Solberg e i rappresentanti della Ue Jean-Claude Juncker e Donald Tusk.

Da quando Londra ha detto addio, la collaborazione si snoda soprattutto sull’asse Berlino-Parigi.

Lo hanno ribadito recentemente Merkel e Macron: i due alleati spingeranno sull’unità europea a prescindere dalla Brexit.

Sembra paradossale che ci sia voluto Donald Trump per risvegliare il percorso dell’Europa… sta’ a vedere che toccherà pure ringraziarlo!

 

 

Fonte: “Il Sole 24 Ore” del 30/06/2017