venerdì 24 Maggio 2024
Articoli 2017

Combattere le disuguaglianze

Dagli anni ottanta la distanza tra ricchi e poveri non ha mai smesso di crescere.
A mio avviso insieme al riscaldamento globale, l’aumento delle disuguaglianze è uno dei maggiori problemi di questo secolo.

Il rapporto sulle disuguaglianze nel mondo del World wealth and income database ha quantificato con precisione questo processo.
Il rapporto mostra che dagli anni ottanta l’1 per cento più ricco della popolazione ha beneficiato del 27 per cento della crescita, mentre il 50 per cento più povero si è dovuto accontentare del 12 per cento.
La globalizzazione ha così creato vincitori e vinti, instaurando un nuovo sistema di distribuzione della ricchezza.

Ma non è un fenomeno ingovernabile. Come scrive il quotidiano Le Monde: “Le disuguaglianze sono aumentate a ritmi diversi in ciascun paese. Alcune politiche pubbliche hanno rallentato il fenomeno, mentre altre lo hanno accelerato. L’Europa, dove i sistemi fiscali più progressivi hanno permesso di finanziare uno stato sociale più esteso, ha limitato i danni. Negli Stati Uniti, invece, la detassazione dei redditi più elevati, la riduzione del potere d’acquisto del salario minimo e l’accesso sempre più disuguale all’istruzione hanno accentuato le disparità. Il problema si è aggravato soprattutto perché gli effetti negativi della globalizzazione non sono stati corretti”.

Questo significa che votare non è un optional!
Che cercare rappresentanze politiche che abbiano tra le loro priorità la riduzione delle disuguaglianze, non è un fatto secondario. Anche perché negli ultimi anni i cittadini in difficoltà economica hanno oscillato tra l’astensionismo e il populismo.
Il rischio che le società democratiche cadano nella sfiducia e nell’abbandono è alto.