Un governo di irresponsabili

La lite quotidiana tra la Lega (Salvini) e i Cinquestelle (Di Maio) sembra essere arrivata al capolinea.
Ne sapremo di più il 20 di agosto, quando verrà votata la mozione di sfiducia che Salvini ha presentato contro il suo Governo.
Al momento ogni possibilità è ancora sul tavolo… anche l’eventuale riappacificazione dei due vicepremier.
Se non fosse che stiamo parlando di una questione seria (il governo del nostro Paese) la storia tra Salvini e Di Maio potrebbe benissimo rappresentare la sceneggiatura di una soap opera sudamericana.

Le vicende di questi giorni ci dicono che Lega e Movimento 5 Stelle sono così incapaci che non riescono neanche a gestire una crisi di governo: “ti sfiducio”; “No, aspetta… forse ci ripenso”; “Sento Berlusconi cosa dice”; “Ah, ti vedi con Berlusconi? E allora io sento Renzi!”.
D’altronde da uno come Salvini che a venti anni si definiva un nullafacente e da “Gigino” che ancora si deve laureare[1] non ci si può attendere di più[2].
Semmai c’è da chiedersi perché tanti italiani votino personaggi del genere. Difatti la mia sorpresa è che pur disponendo di un’ampia maggioranza in parlamento, la coalizione M5s-Lega abbia fatto poco di concreto. Rispetto alla popolarità che ha ottenuto appena un anno fa alle urne, è stata un vero fallimento.

Poi ci sono questioni più di fondo. Su Salvini ho questi timori:

  1. I suoi rapporti con la Russia e i presunti finanziamenti che ne avrebbe ricevuto.
  2. Salvini non mi sembra adatto a ricoprire cariche politiche importanti perché finora ha dimostrato che gli è piaciuto più fare campagna elettorale che governare.
  3. La Lega in generale, e Salvini in particolare, hanno aizzato i sentimenti antistranieri in Italia fino a farne una questione chiave che divide gli elettori. Il punto è che, al di là della xenofobia, si sa poco di cosa vogliano Salvini e la Lega. Non è emersa una visione chiara.

Sul M5s ho un timore:

  1. I Cinquestelle si sono rivelati incapaci di passare dalla funzione di movimento di protesta a quello di partito di governo. E’ rimasto un movimento, fedele al proprio nome, spaccato da divisioni interne e privo di una strategia razionale, come ha dimostrato anche nella tragedia del crollo del ponte Morandi a Genova.

Il risultato è dunque lo spettacolo cui stiamo assistendo in questi giorni. Una farsa. Una crisi di governo in questo contesto (Legge di Bilancio ancora da approvare) e con queste modalità è provocata da un gruppo dirigente privo di senso delle Istituzioni e quindi irresponsabile.

 

 

[1] Diplomato al liceo classico, si iscrive prima a Ingegneria e poi a Giurisprudenza. «Mi mancano non molti esami, circa la metà. Sto valutando di chiedere il trasferimento per poter seguire i corsi on line» (2013); «Sto scrivendo la tesi» (2014); «Non sono laureato perché sono diventato vicepresidente alla Camera a 26 anni, e mai avrei approfittato del mio ruolo per andare a fare gli esami» (2017).

[2] Chiarisco che non ho nulla contro chi fa difficoltà a laurearsi o decide di interrompere gli studi universitari. Ma faccio notare che Luigi Di Maio è diventato vicepremier del settimo paese più industrializzato al mondo!