Lega: ancora grane giudiziarie per Siri

Come ha raccontato l’Espresso, dopo le inchieste aperte in Italia dalle procure di Milano, Palermo e Roma, anche San Marino indaga sugli affari del senatore Armando Siri, ex sottosegretario della Lega.
La nuova istruttoria riguarda due “prestiti di favore a elevato rischio” concessi da una banca dell’ex paradiso fiscale e caratterizzati da una doppia serie di “violazioni sistematiche” delle regole creditizie: 750 mila euro incassati dal senatore tra ottobre e gennaio, quando era ancora viceministro delle Infrastrutture, e altri 600 mila ottenuti appena tre mesi fa da un imprenditore amico di Siri.
Entrambi i finanziamenti bancari sono stati giudicati “contrari ai principi di sana e prudente gestione del credito” dagli ispettori della Banca Centrale di San Marino e dell’Agenzia anti-riciclaggio (Aif), che dopo sette mesi di verifiche e interrogatori riservati hanno deciso di denunciare tutto alla magistratura.

L’ex sottosegretario è sempre stato difeso pubblicamente dal leader della Lega, Matteo Salvini, ma ha dovuto lasciare la poltrona di governo perché coinvolto in un’altra inchiesta, con l’accusa di corruzione: la revoca dalla carica è stata decisa in aprile dal premier Giuseppe Conte su pressione dei Cinquestelle. Quell’indagine, trasferita da Palermo a Roma, riguarda una presunta tangente di 30 mila euro promessa da un avvocato siciliano all’allora sottosegretario della Lega, in cambio di un emendamento diretto a favorire un imprenditore trapanese arrestato per mafia, il “re dell’eolico” Vito Nicastri, accusato di essere vicino al boss stragista Matteo Messina Denaro ricercato da 26 anni.

 

 

Fonte: La Repubblica, L’Espresso