Ma Burioni bacchetta il sindaco «Pesaro si deve proprio fermare»
Ha bacchettato il sindaco di Firenze per l’idea di aprire in forma gratuita i musei nel week-end. Poi ha sgridato gli esercenti di piazza San Marco a Venezia che vogliono offrire da bere gratis in modo da attirare turisti. Ora le critiche di Roberto Burioni si scaricano su Matteo Ricci per l’iniziativa che sprona la città a ripartire. «Dire ’Pesaro non si ferma’ è pura retorica. – ha detto il virologo – Al contrario ci dobbiamo fermare, altrimenti quello che riparte è il virus» Professor Burioni, ci spieghi meglio «Questo virus si trasmette con i rapporti umani per cui è indispensabile che tutti limitino al massimo qualunque occasione che li porti ad una distanza inferiore ad un metro l’uno dall’altro». Quindi dobbiamo stare a casa? «Si. Basta feste, e basta ritrovi. In Cina sono riusciti a rallentare questa epidemia solo richiudendosi in casa. Non ho fatto ancora i conti, ma credo che Pesaro non sia messa molto bene per rapporto tra contagiati e numero di abitanti, considerando che molti ancora sfuggono. Perciò il consiglio ai miei concittadini, perché sono originario delle vostre parti, è di stare a casa per qualche settimana. Soprattutto, se si ha un po’ di febbre, non andare al lavoro». Il sindaco ha lanciato lo slogan «Pesaro non si ferma»… «Non siamo di fronte al terrorismo per cui dobbiamo dare una prova di coraggio. Il virus è insensibile a questi atteggiamenti. Quindi, dobbiamo solo seguire le regole: lavarsi le mani, evitare i contatti ravvicinati, palestre, piscine e situazioni di vicinanza meno di un metro». Anche all’aria aperta? «Ovunque. Ci si saluta a debita distanza. L’affetto si manifesta con un sorriso». L’accanirsi del contagio sulla nostra città può essere legato al massiccio afflusso di pubblico per le Final Eight di basket del 13-16 febbraio? «Potrebbe, ma a questo punto è irrilevante. Lo sapremo tra tanto tempo quando avremo le sequenze del virus e potremo ricostruire a posteriori ciò che è successo. Ora c’è una situazione grave da affrontare, molto contagiosa, per cui non abbiamo farmaci né vaccini. Possiamo fermarla soltanto con i nostri comportamenti» Se entro Pasqua non calano i contagi, saremo nei guai? «Concordo. Sono giorni decisivi. Dobbiamo essere tutti molto responsabili. A questo proposito voglio fare gli auguri ai medici in quarantena o che sono stati contagiati. A loro che stanno combattendo in prima linea questa feroce battaglia con le sole armi del coraggio,ho dedicato il mio ultimo libro dal titolo «Virus», in uscita il prossimo 10 marzo. I proventi saranno devoluti alla ricerca».
