«Facciamolo adesso o non ci riusciremo più». Parla Luca Ceriscioli

Luca Ceriscioli ride. E’ allegro perché ha messo a terra il Coronavirus e mezza regione si chiede anche perché non ricandidare lui alla guida delle Marche. E poi… e poi arriva una intervista del ministro Dario Franceschini (che si vuole vicino a Ceriscioli), che parla non solo di cultura ma anche di infrastrutture: l’arretramento della ferrovia Adriatica per liberare e valorizzare la costa. E il ministro inizia questo discorso partendo proprio da Pesaro. E Ceriscioli ride: «Chiedetelo a Ricci, l’idea non è sua?…». Il presidente ‘uscente’ della Regione poi continua: «No, no Franceschini non ha parlato con me di questa idea di arretrare la ferrovia Adriatica, valorizzando gli immobili realizzando una ciclabile al posto dell’attuale ferrovia. Una gran bella idea – continua Ceriscioli – che ha anche una grande valenza per tutta l’economia della Regione. Non ci manca nulla a noi, l’unico vero problema sono le carenze che abbiamo sotto il profilo infrastrutturale e quindi siamo di fronte ad un progetto che guarda avanti». Sì, ma quanto costa un progetto del genere? «Adesso arrivano i soldi da parte dell’Europa e la domanda che dobbiamo porci è questa: ci facciamo tutto vino e pesce fritto oppure li vogliamo impiegare per risolvere le grandi carenze che questa regione ha, risolvere i grandi problemi legati ai trasporti e alla viabilità?» Fermo restando che i soldi sono la parte fondamentale, i tempi quali sono? Un anno, due anni, una vita? «Volendo i tempi di realizzazione di un progetto del genere non sarebbero nemmeno lunghi se uno riesce a togliere gli ostacoli che sono legati ai comitati del no, al Tar, e le Soprintendenze. E’ un po’ lo stesso problema che abbiamo con la ricostruzione delle aree terremotate dove sono fermi lì sei miliardi di euro che non si riescono a spendere. Il problema delle burocrazia è la gamba che ci manca sia per portare avanti il progetto dell’arretramento delle ferrovia, dove comunque la cifra è importante, sia per la ricostruzione». E chi porta avanti questo progetto, Ceriscioli? Domanda lecita perché si parla di ripensamenti da parte sua. Vero? «No, no nessun ripensamento. Io ho dato sempre la mia disponibilità ma poi è emerso che un gruppetto di persone non era dello stesso avviso». In ambienti Pd pesaresi si dice che mezzo partito della città senza di lei non andrebbe nemmeno a votare. Lei cosa dice? «Smentisco questa cosa e non credo che sia vera», conclude ridendo Luca Ceriscioli. Per la cronaca la Regione ha chiesto nel febbraio 2019, quando alle Infrastrutture il ministro era Toninelli, «due milioni di finanziamento per un progetto di fattibilità per l’arretramento delle ferrovia» dice Lorenzo Catraro, ex ingegnere delle Rfi. La spesa calcolata è tra gli 8 e i 10 miliardi di euro «ma non parliamo di alta velocità perché in quel caso gli investimenti sarebbero iperbolici». Per il presidente Ceriscioli dunque, la prospettiva dell’arretramento della ferrovia adriatica da Pesaro a Termoli non è affatto un sogno impossibile.