martedì 28 Maggio 2024
Articoli 2020

Abbiamo vinto la prima battaglia contro il decreto Salvini

Siamo in attesa che venga depositata la sentenza della Corte Costituzionale, come primo commento possiamo dire che valutiamo la posizione espressa ieri sul primo decreto Salvini (dl n. 113 del 2018) come parte di una lunga battaglia iniziata nel 2018 contro una legge razzista e discriminatoria. E’ stata una battaglia popolare combattuta dal basso usando tutti i colpi possibili.
E’ dal 5 ottobre 2018 che il decreto Salvini su immigrazione e sicurezza, vieta il riconoscimento della residenza anagrafica ai richiedenti protezione internazionale.
Per contrastare fermamente questa legge, siamo scesi in 100mila per le strade di Roma, con il corteo degli “Indivisibili”; per difendere il diritto alla residenza sono stati occupati gli uffici delle anagrafi comunali, organizzati presidi territoriali e indette manifestazioni davanti ai comuni.
A luglio 2019 il tribunale di Ancona, a seguito di un ricorso seguito dall’Ambasciata dei Diritti, ha obbligato il Comune di Ancona ad iscrivere il richiedente asilo discriminato. E’ stato il primo caso in Italia in cui si rinviava alla Corte costituzionale facendo riferimento esclusivamente al tema del divieto di residenza.
Nei mesi successivi tanti richiedenti asilo hanno presentato domanda di residenza, ricevendo sempre l’esito negativo del Comune di Ancona. A febbraio 2019 la Sindaco di Ancona, sotto pressione visto il pericolo di dover rispondere nuovamente in un’aula di tribunale ai ricorsi che si stavano accumulando, ha emanato un provvedimento per riconoscere la residenza in via temporanea ai richiedenti asilo, in attesa dell’arrivo della sentenza della Corte Costituzionale.
Finalmente ieri la Corte ha dichiarato la legge Salvini incostituzionale perché viola “l’articolo 3 della Costituzione sotto un duplice profilo: per irrazionalità intrinseca, poiché la norma censurata non agevola il perseguimento delle finalità di controllo del territorio dichiarate dal decreto sicurezza; per irragionevole disparità di trattamento, perché rende ingiustificatamente più difficile ai richiedenti asilo l’accesso ai servizi che siano anche ad essi garantiti”.
E ora tutti i richiedenti asilo potranno accedere all’iscrizione anagrafica.
Sono stati due anni di lotte e mobilitazioni: è una grande vittoria collettiva.

Il primo pezzettino di questa legge è stato smontato, ora dobbiamo continuare a smontare gli altri pezzi.
Valentina Giuliodori di “Ambasciata dei Diritti”