lunedì 27 Maggio 2024
Politica locale

“Non fummo tutti ‘brava gente’: serve scegliere sempre”

Pubblichiamo il discorso tenuto dal presidente del Consiglio al

museo storico della Liberazione di Roma di via Tasso.

»Mario Draghi

Vi ringrazio per avermi invitato, ma soprattutto per questa

visita molto commovente. Si vede la sofferenza quotidiana

di un popolo inerme, senza libertà, senza cibo, nel terrore,

attraverso queste foto, questi manifesti, questi allarmi, queste

minacce. Questo è un luogo simbolo della nostra memoria nazionale.

Via Tasso evoca, anche nei ricordi familiari, l’orrore

dell ’occupazione nazista, la ferocia delle dittature.

Nel momento in cui anche i musei riaprono, mi auguro che,

con le necessarie precauzioni, molti giovani abbiano l’opportu –

nità di visitare queste stanze, di conoscere le storie di tanti combattenti

per la libertà che qui sono stati torturati e uccisi, di capire

fino in fondo il senso del loro sacrificio. E di comprendere che,

senza il loro coraggio, oggi

non avremmo le libertà

e diritti di cui godiamo.

Libertà e diritti che

non sono conquistati per

sempre e non sono barattabili

con nulla. Sono

più fragili di quanto non

si pensi. Non dobbiamo

rivolgerci soltanto ai giovani

ma a tutti i nostri

concittadini. Perché il

dovere della memoria riguarda

tutti. Nessuno escluso.

Assistiamo oggi, spesso sgomenti,

ai segni evidenti di una progressiva perdita

della memoria collettiva dei fatti della Resistenza,

sui valori della quale si fondano la

Repubblica e la nostra Costituzione, e a

troppi revisionismi riduttivi e fuorvianti.

Ecco perché questa ricorrenza non deve invecchiare

e subire l’usura del tempo. Nel

conoscere in profondità la storia di quegli

anni, del fascismo e dell’occupazione nazista,

saremo più consapevoli dell’importanza dei valori repubblicani

e di come sia essenziale difenderli ogni giorno.

Constatiamo inoltre, con preoccupazione, l’appannarsi dei

confini che la Storia ha tracciato tra democrazie e regimi autoritari,

qualche volta persino tra vittime e carnefici. Vediamo crescere

il fascino perverso di autocrati e persecutori delle libertà

civili, soprattutto quando si tratta di alimentare pregiudizi contro

le minoranze etniche e religiose. Il linguaggio d’odio, che sfocia

spesso nel razzismo e nell’antisemitismo, contiene sempre i

germi di potenziali azioni violente. Non va tollerato. È una mala

pianta che genera consenso per chi calpesta libertà e diritti – quasi

fosse un vendicatore di torti subiti – ma diffonde soprattutto il

veleno dell’indifferenza e dell’apatia. La senatrice Liliana Segre

ha voluto che la scritta “Indifferenza ”fosse messa all’ingresso del

memoriale della Shoah di Milano per ricordarci che, insieme ai

partigiani e combattenti per la libertà, vi furono molti che si voltarono

dall’altra parte in cui – come dice lei – è più facile far finta

di niente.

Nell ’onorare la memoria di chi lottò per la libertà dobbiamo

anche ricordarci che non fummo tutti, noi italiani, “brava gente”.

Dobbiamo ricordare che non scegliere è immorale per usare le

parole di Artom. Significa far morire, un’altra volta, chi mostrò

coraggio davanti agli occupanti e ai loro alleati e sacrificò sé stesso

per consentirci di vivere in un Paese democratico.Ma è nella

ricostruzione del presente, di un presente in cui il ricordo serve a

dirci quel che non vogliamo ripetere, che avviene la riconciliazione.

È la ricostruzione basata sulla fratellanza, sulla solidarietà,

sull’amore, sulla giustizia che porta alla riconciliazione