Se fossimo in un paese normale: il caso Fedez

Questa settimana si è molto discusso della vicenda Fedez-Rai durante il concerto del 1 maggio.
Per come la vedo io penso che il cantante sarebbe stato eroico se salendo sul palco avesse parlato del livello dei lavoratori su Amazon, tenendo conto che lui ha un contratto con molti zeri con l’azienda.
Comunque mi interessa quello che Fedez ha detto. Le persone citate dal cantante sono persone vere con frasi verificate e tutte ancora membri della Lega Nord. Inoltre non sono persone qualsiasi ma esponenti pubblici, quindi è giusto parlarne.

È legittimo che la Lega e Fratelli d’Italia siano contro il ddl Zan, quello che invece non credo sia giusto è impedire che il ddl Zan venga calendarizzato al Senato (considerato che il ddl è stato approvato alla Camera).

Tutto questo casino intorno a Fedez si è creato perché la RAI ha voluto negare la realtà. Bravo Fedez a registrare la telefonata per dimostrare ciò di cui parlava, altrimenti sarebbe passato per un pazzo che si inventava che qualcuno voleva “tappargli la bocca”.

Se fossimo in un paese normale i politici non parlerebbero dei palinsesti televisivi, non nominerebbero i dirigenti televisivi e la televisione di Stato sarebbe di Stato in quanto dei cittadini e non del governo.
Se fossimo in un paese normale avremmo anche noi una fondazione BBC che si occupa di televisione dove i partiti parteciperebbero alle trasmissioni solo dopo aver chiesto il permesso.
Se fossimo in un paese normale cantanti e artisti salirebbero sui palchi per dire esattamente ciò che vogliono. Dopodiché i politici ciò che vogliono lo direbbero solo in Parlamento o nelle loro sedi istituzionali previste dal loro impegno politico invece di fare i critici televisivi oppure occuparsi dei palinsesti.