In Bosnia torna l’incubo della guerra
L’ultimo report dell’Alto rappresentante Onu Christian Schmidt, garante degli accordi di pace di Dayton siglati nel 1995, ha avvertito il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che, nella complicata terra dei Balcani, “il rischio di un nuovo conflitto civile è concreto”.
Pochi giorni fa nove europarlamentari in rappresentanza di quattro partiti (Popolari, Verdi, Socialisti Democratici e i liberali di Renew) hanno scritto una lettera ai ministri degli Esteri dell’Unione per chiedere urgentemente sanzioni contro Milorad Dodik, presidente della Srpska dal 2010 al 2018 e oggi leader del partito nazionalista serbo maggioritario e componente serbo della presidenza tripartita della Bosnia Erzegovina. Gli europarlamentari scrivono: “Siamo indubbiamente di fronte alla più seria crisi politica dai tempi della fine del conflitto. Il boicottaggio alla legge che punisce i negazionisti di Srebrenica e dei crimini di guerra, la creazione di un esercito autonomo e le esercitazioni paramilitari vicino a Sarajevo dimostrano che Dodik sta portando avanti la sua agenda separatista, con il sostegno indiretto di Serbia e Russia e nell’assenza di risposta da parte dell’Unione Europea”.
