giovedì 22 Febbraio 2024
Politica locale

«Aset, chi non ragiona si accomodi all’uscita»

«Potrebbe continuare a chiamarsi Aset la nuova società provinciale dei servizi (acqua, gas e igiene urbana) e avere sede a Fano». Il segretario del Pd locale Alberto Bacchiocchi esce dal silenzio per ribadire l’importanza dell’aggregazione tra Mms e l’azienda fanese e invita chi non si riconosce in questa linea politica (il riferimento è all’area I Dem che fa capo all’ex consigliere regionale Renato Claudio Minardi) a lasciare il partito: «Si accomodino da un’altra parte, magari in una lista civica del 5%: chi non accetta il riformismo del Pd non può stare all’interno del Partito democratico»La mozione Aset contro la fusione e le sue dichiarazioni certificano la spaccatura del Pd fanese, da una parte la segreteria del partito e Futuro democratico, dall’altra Minardi e I Dem: conferma? «Io come segretario, gran parte del direttivo e i tre consiglieri comunali (Enrico Nicolelli, Enrico Fumante e Federico Perini di Futuro democratico) che non hanno votato la mozione, non condividiamo l’approvazione di quel documento. In linea con il Pd provinciale pensiamo che sia a rischio il futuro dei servizi in questa provincia. Quando si parla di sanità, infrastrutture e di acqua, gas e igiene urbana occorre fare ragionamenti più ampi del semplice ambito cittadino». Quindi lei ribadisce la necessità dell’aggregazione tra Aset e Mms? «Certamente sono per avviare un percorso in tal senso nell’interesse di Fano e dei comuni soci dell’una e dell’altra azienda. L’aggregazione è anche un’opportunità per non perdere i finanziamenti legate al Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza): in particolare mi riferisco alle risorse per la dispersione idrica». Come pensa di avviare il processo di aggregazione tra Aset e Mms? «Penso che Fano si debba ravvedere. Il Pd è un partito riformista che ha di fronte battaglie territoriali importanti dall’ospedale unico ai servizi e su cui non può ragionare a corrente alternata. Chi ha approvato l’ultima mozione contro la fusione si è assunto una grave responsabilità. Pensate, per quanto riguarda i costi di conferimento, alle conseguenze di avere in provincia due digestori: uno da 40mila tonnellate (quello previsto a Barchi ndr) e uno da 110mila tonnellate (a Vallefoglia)». Quella mozione è stata votata anche dal sindaco Massimo Seri«Ne sono stupito, non è quello il percorso che avrebbe dovuto intraprendere Fano. Non comprendo neppure i toni trionfalistici di Samuele Mascarin che si erge a salvatore della Patria e che, con il 2% della sua lista (In Comune) ‘usa la politica come un taxi’». Anna Marchetti