Grazie, Giorgio Parisi

Il premio Nobel per la fisica è stato assegnato per metà a Giorgio Parisi, fisico italiano che ha studiato il caos e i sistemi complessi, e per l’altra metà allo scienziato americano di origini giapponesi Syukuro Manabe, 90 anni, insieme al tedesco Klaus Hasselmann, 89 anni. Parisi, romano, 73 anni, è stato premiato per “la scoperta dell’interazione tra il disordine e le fluttuazioni nei sistemi fisici dal livello atomico alla scala planetaria”. I suoi due colleghi, climatologi, hanno invece vinto per “la modellazione fisica del clima della Terra, che ne quantifica la variabilità e prevede in modo affidabile il riscaldamento globale”.

Parisi è il sesto italiano ad aver vinto un premio Nobel e certamente questo rappresenta un momento di orgoglio per il nostro Paese.

Ma vorrei segnalarlo per le parole pronunciate a Montecitorio: “Aumentare il Pil il più possibile è in contrasto con la lotta ai cambiamenti climatici. Il prodotto interno lordo non è una buona misura dell’economia. Cattura la quantità, ma non la qualità della crescita. Se il Pil rimarrà al centro dell’attenzione, il nostro futuro sarà triste”.

Il premio Nobel ha voluto fare proprie alcune parole che Robert Kennedy pronunciò il 18 marzo del 1968 all’università del Kansas: “Il prodotto interno lordo comprende l’inquinamento dell’aria, la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per ripulire le nostre autostrade dalla carneficina. Insomma misura tutto, tranne ciò che rende la vita degna di essere vissuta. E può dirci tutto sull’America, tranne perché siamo orgogliosi di essere americani, ed è così in tutto il mondo”.
Il professore di fisica teorica ha poi lanciato un avvertimento sul cambiamento climatico: “Se la temperatura del nostro pianeta aumenta più dei due gradi, entriamo in una terra incognita in cui ci possono essere anche altri fenomeni che non abbiamo previsto e che possono peggiorare enormemente la situazione”. L’ex presidente dell’Accademia dei Lincei ha citato alcuni esempi: “Gli incendi di foreste colossali come l’Amazonia che immetterebbero in maniera catastrofica quantità enormi di gas serra. E gli oceani che al momento attuale stanno assorbendo molti dei gas serra che emettiamo, ma questo fenomeno continuerà in una terra due gradi più calda?”. E ha messo in guardia che i meccanismi di regolazione della temperatura potrebbero cessare di funzionare con il surriscaldamento.