giovedì 25 Aprile 2024
Politica locale

Agrivoltaico, la Regione dice no «Ma sarà Palazzo Chigi a decidere»

Formalizzato il dissenso già espresso da Fano e Cartoceto. Intanto la società diserta l’inconto con il Comune

FANOdi Anna MarchettiLa Regione Marche formalizza il «no» al campo agrivoltaico da 45 ettari, con una potenza di 28 megawat, che i privati vorrebbero costruire sulle colline di Fano e Cartoceto. «Vorremo che si arrivi ad un diniego – si augura l’assessore regionale Stefano Aguzzi – anche da parte degli organi nazionali preposti, tra cui la Presidenza del Consiglio a cui spetta la decisione finale». Il progetto del maxi impianto si inserisce infatti nella strategia di decarbonizzazione nazionale perseguita da Enel Green Power per conto del Ministero della Transizione ecologica. Pertanto agli enti locali sono richiesti pareri non vincolanti. Intanto la società interessata all’investimento ha disertato l’incontro con l’Amministrazione comunale, al quale era stata invitata ieri pomeriggio insieme alla famiglia Taus, proprietaria dei terreni su cui dovrebbe sorgere l’impianto. All’incontro c’erano solo i Taus. «La società si è sottratta al confronto – commentano il sindaco Massimo Seri e il vice Cristian Fanesi –: ci sarebbe piaciuto ascoltare le loro intenzioni, invece hanno preferito non presentarsi». Seri e Fanesi rimangono convinti che l’impianto, se realizzato, «sbancherebbe la collina e devasterebbe il territorio». E dello stesso avviso sembrerebbe la Regione.Diverse le motivazioni che hanno portato la Regione, come preannunciato qualche giorno fa dall’assessore regionale all’Ambiente Stefano Aguzzi, a dire «no» al progetto agrivoltaico. «L’impianto – è stato scritto nelle motivazioni – si inserisce in un contesto a forte vocazione agricola di qualità. La sua realizzazione comporterebbe di fatto uno stravolgimento dell’attuale vocazione con ripercussioni anche economiche». E ancora dalla Regione: «Non è possibile escludere impatti negativi, significativi, sugli aspetti geomorfologici, idrogeologici e idraulici che rischiano di compromettere la sicurezza dell’impianto e, soprattutto, della popolazione. Inoltre sono da attendersi impatti negativi per la frammentazione del territorio e l’interruzione della connettività ecologica, con sottrazione di habitat. Non è possibile escludere impatti negativi significativi per la popolazione in merito al rumore e all’ elettromagnetismo. L’impianto sarebbe visibile da numerosi punti di osservazione, inclusi abitati storici e la sua realizzazione comporterebbe una forte alterazione del paesaggio percepito, non essendo applicabili efficaci misure di mitigazione per un impianto di tali dimensioni in quel luogo». L’assessore Aguzzi ricorda che «il parere della Regione non è vincolante ed è stato richiesto dal Ministero della Transizione ecologica che gestisce il procedimento. Anche la Via (Valutazione d’impatto ambientale) sarà valutata da una commissione nazionale e la decisione sarà presa dalla Presidenza del Consiglio». Ancora Aguzzi: «Abbiamo trasmesso nei tempi dovuti il parere al Ministero dopo sopralluoghi e tavoli tecnici con i soggetti interessati e con il contributo di Arpam e Genio civile Marche Nord. Siamo giunti alle stesse conclusioni dei due Comuni di Cartoceto e Fano: una superficie troppo impattante sotto ogni punto di vista. Mi auguro che i territori e la Regione possano essere coinvolti nel percorso. Noi terremo alta l’attenzione e vorremmo che si arrivi a un diniego finale da parte degli organi nazionali preposti». Istituzioni e cittadini stanno facendo fronte comune: il parere negativo della Regione si aggiunge a quello già espresso dai Comuni di Fano e Cartoceto e dai cittadini di Carrara che hanno inviato le loro osservazioni. Proprio a Carrara, vicino all’attuale centrale, dovrebbe sorgere anche un impianto di stoccaggio dell’energia elettrica