giovedì 30 Novembre 2023
Politica locale

Pd, Ricci rinuncia alla candidatura «E adesso sostengo Bonaccini»

Il sindaco lascia la corsa alla segreteria nazionale: «I candidati sono già chiari, non ci sono altri spazi»

 

di Roberto Fiaccarini«Vado avanti, ma non da candidato». Matteo Ricci lo dice dopo mezz’ora buona di conferenza durante la quale aveva dato la sensazione che l’incontro fosse un altro passaggio interlocutorio. E invece aveva lasciato il meglio per la fine. «Non mi candido e sostengo Stefano Bonaccini, sperando di spostarlo più a sinistra». E’ finita così, con queste parole, la corsa del sindaco verso la segreteria nazionale del Pd. Finita con una conferenza convocata in tutta fretta per anticipare di molto i tempi rispetto alla manifestazione che Ricci organizzerà a Roma venerdì prossimo e che comunque è confermata. «Dobbiamo essere franchi, i candidati alle primarie sono stati già decisi, anche per colpa di un meccanismo elettorale che tende a polarizzare», ha poi spiegato, riferendosi ovviamente a Stefano Bonaccini ed Elly Schlein. «Alle primarie vanno in due – ha aggiunto – e in mezzo non c’è spazio né politico né regolamentare». Poi Ricci ha cercato di spiegare anche il motivo per cui da portabandiera della sinistra Pd quale si era accreditato finora (nonostante il suo passato da renziano di ferro) abbia deciso di sostenere Bonaccini, che nel partito è dall’altra parte della barricata. «Abbiamo bisogno di una guida solida e io credo che lui possa garantirla – ha detto –. La gavetta conta e Bonaccini l’ha fatta. Sono convinto che lui possa assicurare al partito solidità e capacità di innovazione. Credo che Elly invece possa dare un contributo importante al dibattito, ma un conto è allargare l’orizzonte del Pd e un conto guidarlo». Insomma, meglio Bonaccini, che Ricci adesso è convinto di poter ‘contaminare’, portando il suo programma più a sinistra. «La nostra piattaforma di idee – ha spiegato – l’ho messa a disposizione di Stefano anche perché mi ha cercato e ha voluto discutere con me. E soprattutto mi ha garantito che farà suoi alcuni dei nostri punti programmatici». Poi Ricci ha tenuto a precisare che non c’è nessun altro accordo con il governatore dell’Emilia Romagna: «Non voglio né ho chiesto incarichi o ticket – ha specificato – ma solo spazio politico per le nostre proposte».Prima di arrivare a questa conclusione, il sindaco aveva fatto una proposta che, salvo sorprese, cadrà nel vuoto: «Il percorso che è stato deciso non funziona, cioè far coincidere il congresso costituente con le candidature. Una sovrapposizione sbagliata – ha argomentato –, sarebbe molto meglio fare le primarie subito e poi lasciare che sia il nuovo segretario a gestire una fase costituente vera per ridefinire l’identità del partito. La discussione sul Manifesto del nuovo Pd è subito entrata nel tritacarne del congresso perché ci sono già i candidati in campo: un corto circuito».Spazio anche ai ringraziamenti, nel corso di una mattinata in cui Ricci ha parlato sempre al plurale: «Noi continueremo il nostro percorso, dico grazie a tutti quelli che sono stati e saranno ancora al mio fianco. Un ringraziamento particolare lo faccio però a Goffredo Bettini per le parole che ha speso nei miei confronti e che mi hanno gratificato». Parole che sembravano aver dato forza alla candidatura di Ricci e che invece, in fondo, non hanno spostato gli equilibri nemmeno un po’.