mercoledì 6 Dicembre 2023
Politica locale

Terremoto, altre 15 scosse. Danni in aumento Ma il Governo tace sullo stato di emergenza

L’assessore Riccardo Pozzi: «Una prima stima per 30 milioni non ha avuto risposta». Biancani: «Servono risposte al più presto»

La terra non si ferma più. Solo ieri ci sono state 15 scosse di terremoto davanti alla costa di Pesaro e Fano. La più forte alle 8.08 con magnitudo 4. Chi dormiva forse non l’ha avvertita distintante ma gli altri sì. C’è stata qualche chiamata alle forze dell’ordine da parte di chi intendeva conoscere l’entità del sisma. Dove invece sembra che non si muova nulla è in Regione, nel senso che non si vedono fatti concreti per aiutare la popolazione a riparare i danni del terremoto (30 milioni quelli stimati solo a Pesaro) e a mettere in sicurezza preventivamente edifici pubblici e privati. Dice l’assessore Riccardo Pozzi: «Speriamo ancora che venga riconosciuto lo stato d’emergenza. Solo con uno stanziamento di risorse dal governo o dalla regione sarà possibile intervenire sugli edifici pubblici e privati che hanno subito danni. Tra teatri, musei, chiese, palazzi storici, scuole e abitazioni sono più di un centinaio gli edifici interessati. La Regione ha accolto le richieste avanzate dai sindaci e dai territori richiedendo lo Stato di emergenza, ma non mi risultano siano ancora stanziate risorse di alcun tipo». Il consigliere regionale Andrea Biancani dice: «Facciamo una rapida cronistoria sul terremoto e sulla richiesta dello Stato di Emergenza. Il 9 novembre ci sono le prime violente scosse. L’11 novembre parte la nostra richiesta, rivolta al presidente della Regione, affinché faccia la richiesta al Governo. Il 21 novembre, finalmente il presidente della Regione invia la richiesta al Governo. Siamo all’8 dicembre e tutto tace, il governo non ha ancora risposto. Che, tradotto, i cittadini e i Comuni che hanno ricevuto i danni possono aspettare. Ad oggi, non è arrivato un euro nemmeno alle persone colpite dall’alluvione, alle famiglie e alle imprese». Continua Biancani: «Ad un mese dal primo evento sismico, non aver ricevuto nessuna risposta lo ritengo irrispettoso nei confronti di un territorio e della sua comunità. Un governo della Regione dovrebbe essere il primo a voler agevolare i propri cittadini. C’è una legge dello Stato che prevede espressamente la possibilità del superbonus sismico o fino al 2025 per tutti quei territori che hanno avuto lo Stato di emergenza per gli effetti del sisma. Oggi è ancora più importante procedere lungo questa strada perché lo sciame sismico che stringe d’assedio le Marche nord da un mese non fa pensare ad un miglioramento della situazione. Forza Regione, si aprano gli occhi su quello che accade e si agisca senza indugi. Non possiamo perdere tempo perché i palazzi già compromessi stanno diventando pericolanti, e ricordiamoci che ci sono state decine di famiglie tra Ancona e Pesaro-Urbino che hanno lasciato la loro casa. Ora pian piano stanno rientrando. Presenterò un ulteriore emendamento per chiedere di procedere velocemente verso l’estensione del 110% fino al 2025 per i nostri territori colpiti dal sisma»ro. da.