«Bonus acqua ai più veloci? No, così è inaccettabile»

Affondo dei consiglieri di minoranza Bonacorsi e Gentili sui contributi idrici «Graduatoria in base a Isee e componenti del nucleo, non su chi arriva prima»

MONDOLFO «C’è una regola nell’attribuzione del ‘bonus idrico’ che rende la misura ingiusta e discriminatoria. Per questo, chiediamo all’amministrazione comunale di modificare il bando». E’ polemica, a Mondolfo, in merito ai contributi sulla bolletta dell’acqua da elargire ai nuclei familiari in condizioni di disagio economico. Ad attaccare la giunta sono i consiglieri di minoranza Anteo Bonacorsi e Marco Gentili (foto): «I criteri per poter chiedere il contributo – evidenziano – sono la residenza nel territorio comunale e un Isee fino a 6.809,79 euro, con presentazione della domanda entro il 31 dicembre. E fin qui tutto bene. Ma poi nel bando c’è una dicitura inaccettabile, secondo la quale ‘le agevolazioni tariffarie saranno concesse fino ad esaurimento dei fondi disponibili (22.930,79 euro, messi a disposizione da Aset, gestore del servizio idrico, ndr) attraverso la formazione di una graduatoria degli aventi diritto sulla base dell’ordine d’arrivo cronologico delle domande’». «Non è certo la velocità con cui vengono presentate le istanze (i cui termini si sono aperti il 14 novembre) il criterio giusto per decidere chi ha diritto al contributo nel caso in cui i fondi non siano sufficienti per tutti – incalzano Bonacorsi e Gentili -. Anzi, lo riteniamo scorretto, discriminatorio e irrispettoso delle reali situazioni di disagio. Se il bando è aperto fino al 31 dicembre non è accettabile mettere in competizione di velocità chi già vive una condizione di difficoltà e che, per svariati motivi, magari perché non possiede un computer, si trova a presentare la domanda più tardi di altri. Del resto, la Costituzione all’art. 3 riporta: ‘E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica ecc…’, e proprio sulla base di questo principio, il criterio introdotto qui a Mondolfo per attribuire i contributi non è democratico, rispettoso della condizione delle persone e della stessa Costituzione». I due consiglieri concludono: «Criteri molto più equi, per stilare la graduatoria, sarebbero l’entità effettiva dell’Isee e il numero dei componenti dei nuclei familiari. Così si va ad aiutare chi veramente ne ha più bisogno». Sandro Franceschetti