venerdì 24 Maggio 2024
Politica locale

Affossato il biodigestore, Vallefoglia dice no

La giunta guidata da Ucchielli esprime parere negativo. Determinante il ruolo del progetto di Barchi. «Cambiati i presupposti iniziali»

C’eravamo tanto amati. Questo il succo finale della vicenda del biodigestore di Talacchio. Che vedeva di fronte due posizioni che non si sono mai conciliate fin dal primo momento: da una parte il sindaco di Vallefoglia e cioè Palmiro Ucchielli e sull’altro fronte la società Green Factory che fondamentalmente vuol dire Marche Multiservizi e quindi il suo amministratore delegato Mauro Tiviroli. Confermato quello che in pratica era stato già certificato qualche settimana fa, quando il ‘senatore’ ed ex presidente della Provincia aveva cambiato strada affermando che in questa operazione dovesse rientrare anche l’Aset, espressione dell’amministrazione fanese. Ieri al termine della giunta si è allargato ancora di più il vallo, tanto che Ucchielli dice «che è stato comunicato agli organi competenti di rivedere l’assetto societario di Green Factory e da parte della stessa il progetto presentato». Insomma azzerare tutto. Questi dissapori che erano emersi in alcuni incontri, nella giornata di ieri hanno trovato un palcoscenico ufficiale: la giunta comunale di Vallefoglia ha messo infatti una pietra tombale sulla realizzazione del biodigestore a Talacchio. Si legge in una nota: «In particolare – precisa il sindaco Ucchielli –, in merito alla richiesta formalizzata da Green Factory di realizzare nel territorio del comune di Vallefoglia un biodigestore anaerobico capace di trattare 105mila tonnellate, la giunta comunale, pur ribadendo in senso generale la propria non contrarietà alla realizzazione di impianti di tali caratteristiche per trattare la frazione umida dei rifiuti e le ramaglie, non può non constatare un cambiamento sostanziale nei presupposti iniziali posti per la realizzazione dell’impianto. Secondo gli intendimenti dell’Ata, condivise appieno dal nostro Comune – prosegue il sindaco – il progetto presentato da Green Factory doveva soddisfare per intero tutto il fabbisogno provinciale e doveva coinvolgere tutte le aziende a partecipazione pubblica presenti nel territorio dell’ambito ottimale cioè, oltre a Marche Multiservizi, di Green Factory doveva far parte anche Aset che invece è rimasta esclusa dalla società che ha predisposto il progetto. Nel frattempo, poi, è stato approvato anche un altro intervento per 40mila tonnellate nella valle del Metauro che comporta un sovradimensionamento dei due impianti per le necessità della nostra provincia».Per cui sono venuti a mancare i due presupposti fondamentali che giustificavano la realizzazione dell’impianto proposto a Vallefoglia. Quindi Ucchielli entra nello specifico: «Le proposte iniziali presentate dalla società interessata prevedevano due opere importanti per il miglioramento funzionale e ambientale dell’area industriale di Talacchio, opere che sono state completamente disattese».