«Allarme povertà, in crisi le famiglie giovani»

Sono 47 i nuclei che hanno bisogno del costante sostegno della Caritas. Il responsabile Ciaramicoli: «Colpa anche del caro-bollette»

MONDAVIO Tra Mondavio e Terre Roveresche (insieme poco meno di 9mila anime) ben 47 famiglie, per andare avanti, hanno bisogno dell’aiuto continuativo della Caritas di zona ‘San Giovanni Paolo II’, che ha la propria sede a San Michele al Fiume. Il responsabile della struttura, dal 2005, è il diacono Fiorello Ciaramicoli, che di situazioni di disagio ne ha viste e continua a vederne davvero tante. Ciaramicoli, di questi 47 nuclei familiari quanti sono italiani e quanti stranieri? «Al momento 30 stranieri e 17 di nostri connazionali, con un dato, a proposito degli italiani, che deve far riflettere. Se prima si trattava per lo più di persone over 40 spesso sole e con difficoltà a collocarsi nel mondo del lavoro, adesso, purtroppo, ci sono anche famiglie giovani, spesso oppresse dal caro bollette e dall’aumento di molti generi di prima necessità; e soffrono anche alcuni anziani con la pensione minima, che prima, sia pure con qualche sacrificio, riuscivano ad essere autosufficienti». La mappa degli stranieri com’è composta? «Si tratta, in prevalenza, di nuclei piuttosto numerosi, con diversi minori. La maggior parte sono marocchini, ma ci sono anche nigeriani e senegalesi. Dall’inizio della guerra, inoltre, abbiamo anche famiglie ucraine, che in questo momento sono 4, ma alcuni mesi fa sono state anche una quindicina». Come si concretizza il vostro servizio? «Facciamo la distribuzione dei pacchi alimentari con cadenza mensile e provvediamo anche ad altre esigenze delle famiglie, intervenendo nel pagamento delle bollette o di un canone d’affitto e aiutandole, ad esempio, a far fronte alle rette scolastiche. Nei nuclei di cui ci occupiamo stabilmente ci sono ben 38 minori da 0 a 16 anni». I pacchi arrivano dal Banco Alimentare? «Sì, grazie al trasporto gratuito, da Pesaro ai nostri magazzini, effettuato dai volontari dell’associazione Cma. Sono pacchi, però, che noi integriamo con altri prodotti che acquistiamo direttamente: latte, olio, uova e altre cose indispensabili. Inoltre, due volte al mese effettuiamo la distribuzione di frutta e verdura donata dalla cooperativa sociale ‘Contatto’ di Fano». Per integrare il contenuto dei pacchi alimentari e sostenere le famiglie nel pagamento delle utenze quanto spendete e da dove arrivano le risorse? «Da gennaio a ottobre 2022 abbiamo impiegato circa 6mila euro. Si tratta di denaro che ci arriva dai contributi dei due comuni, dalle donazioni delle Caritas parrocchiali, dalla Bcc del Metauro e anche da tanti privati cittadini. Per fortuna le persone solidali sono ancora molte e ciascuna va il nostro grazie». Sandro Franceschetti